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8 gennaio 2015

01/07/2014 #jesuischarlie

La satira è “un atto di rifiuto e come tale non può che essere acceso”. La satira è “una controaggressione che risponde allo smacco del Potere con uno sghignazzo che non può essere elegante”. La satira è “nata per mettere il re in mutande”. Per questo “il linguaggio della satira non può che essere virulento, sfacciato, insultante”
Dario Fo






Satira.  è la parola d'ordine di oggi. oggi che è un giorno tristissimo per tutti noi. sisi anche per quelli che non capiscono e ineggiano al complotto. anche per quelli che oggi hanno il "coraggio" di dire "eh se stuzzichi il cane...". per intenderci, anche per tutti questi ignoranti che si limitano a dire frasi a caso solo per sembrare più intelligenti di altri e avere il proprio momento di "popolarità". quelli che non capiscono che la satira è libertà, non solo di espressione. perchè è la satira che ci aiuta a sminuire le nostre paure. a ridimensionarle. è la libertà di poter prendere in giro il sistema, i potenti, le religioni. e di farle sembrare meno importanti di quello che vorrebbero farci credere. è il coraggio di esprimere idee, è la possibilità di farlo e l'intelligenza di capirlo. ieri non hanno solo ucciso brutalmente persone che si esprimevano con una matita, hanno colpito la libertà di tutti noi. hanno ucciso persone armate di un foglio e di pennarelli per le loro idee. e questo dovrebbe far paura. perchè non è una questione di religione, non è un complotto. è l'attacco ad un'idea e alla libertà di esprimerla. e questo a me terrorizza. perchè provare ad uccidere un'idea è sempre pericoloso. porta a conseguenze quasi sempre pessime. stamattina ho addirittura sentito al tg che il FN vorrebbe fare un referendum per ripristinare la pena di morte in Francia. e propongono quest'idea dopo un attentato ad un giornale satirico che non li risparmiava. fanno sciacallaggio elettorale sulla morte di persone che esprimevano le loro idee. è agghiacciante. ho letto commenti terrificanti. ma da vergognarsi. e davanti ad una tragedia così grande mi viene da chiedermi come abbiano potuto miei simili partorire frasi di così cattivo gusto. non capire che non è la religione il problema ma le persone. umani, bipedi, vagamente pensante che imbracciano un fucile e sparano dentro la redazione di un giornale satirico per uccidere umani come loro che esprimevano idee diverse dalle loro. eppure la storia è piena di esempi in cui si evince che uccidere un'idea è impossibile e per tentare di farlo si fanno solo enormi errori. eppure siamo qui, ancora oggi a parlarne. studiamo storia a scuola eppure ogni volta ci dimentichiamo. siamo la specie che si evolve peggio su tutta la terra. perchè le altre imparano dagli errori dei predecessori. noi no. noi ci indigniamo per un pò, cerchiamo un colpevole adducendo le scuse più assurde (giuro ho sentito gente parlare di complotto) e non pensiamo al gesto in se. alla barbaria e alla violenza che lo stesso comporta. uccidere un'idea e la libertà di esprimerla. non credo che mi stancherò mai di ripeterlo.  e ieri, quando ho visto il video del giornalista scappato su i tetti, di quelle persone che hanno ucciso una persona come loro già a terra prima di scappare, mi sono vergognata di non appartenere a qualsiasi altra specie. anche un vegetale sarebbe andato bene. 
persone che uccidono persone che la pensano in modo differente... non vi ricorda proprio niente? 
nel 2015 non dovremmo già esserci evoluti un poco? diamo la libertà per dovuta e non ne capiamo il vero significato. ci indigniamo ma non capiamo il perchè. siamo liberi di di colpevolizzare i vignettisti e non ci rendiamo conto che loro sono morti per la stessa libertà che ci permette di dire troiate enormi. la libertà è importante. la satira è un'espressione di libertà. eppure molti non capiscono l'importanza. non capiscono che se possono fare stupide e crudeli congetture è perchè qualcuno prima di loro ha lottato per ottenere quella libertà di cui loro abusano. hanno colpito il paese de "libertè egalitè fraternitè". invece di dire un mare di minchiate, fermatevi a pensare, almeno oggi. 
per cui ha ragione don alemanno, abbiamo sbagliato specie.
meriteremmo di essere conquistati dalle meduse...

p.s. scusate la confusione di oggi ma non riesco ancora a capacitarmi dell'accaduto. 

19 febbraio 2014

e poi scopri che i creazionisti esistono...



"La fede è una delle più potenti forze organiche del multiverso. Magari non sarà esattamente in grado di muovere le montagne. Ma può creare qualcuno che ne è capace.
La gente ha una convinzione del tutto errata sulla fede. È convinta che funzioni, per così dire, in avanti. Credono che la sequenza sia: oggetto, poi fede. In realtà, funziona esattamente all'opposto.
La fede sciaguatta nel firmamento come l'argilla nella ruota del vasaio. È così che vengono creati gli dei, per esempio. È ovvio che siano creati dai loro fedeli, perché basterebbe un semplice curriculum per accorgersi che la maggior parte di loro non può certo essere di origine divina. Tendono a fare esattamente ciò che la gente farebbe al posto loro se potesse, specie quando si parla di ninfe, piogge d'oro, e nemici da sbaragliare."
Terry Pratchett 



a me l'idea del gran botto e poi tutta quella polvere che si mescola e il divenire dell'universo con tutto quello che ne è conseguito ha sempre affascinato. da restare senza fiato. se uno ci pensa bene è straordinaria. milioni di anni di lenta evoluzione, di chimica e fisica mescolate in un affascinante tango senza sosta.
da lasciare senza parole. veramente.
e poi, dalla melma confusa, poco alla volta, la vita prende forma. su di un piccolo pianeta, insignificante nel cosmo, si evolve lentamente la vita. wow. è un pensiero talmente bello che le parole non bastano a descrivere le emozioni che provoca. ti da il senso di piccolezza, noi siamo l'ultimo tassello - per il momento- di questa cosa fantastica. manca solo il fiato solo a pensarci.
Darwing, era il mio  eroe. sulla sua Beagle. nell'800, non stiamo parlando di un viaggio su un comodo batch di adesso. na barchetta scomoda a confronto in giro per il mondo. un sogno proibito (non avessi il terrore delle imbarcazioni, ma questo è un altro discorso).
e lui capisce. nell'800, arriva a concetti che oggi pochi condividono. e scoprire che esistono i creazionisti, a me ha cambiato la prospettiva sul genere umano. posso tollerare che ci siano personaggi in giro di discutibile intelligenza. posso comprendere che non tutti arrivino a formulare pensieri che vadano oltre "io ora cibo". ma non riesco a digerire chi pensa che un qualcosa di impalpabile, dal pessimo carattere, decisamente misogino e con un potere assurdo si sia divertito 5000 anni fa a mettere insieme questo affascinante mondo in cui esistiamo. va oltre la demenza. non si può neanche giustificarli dicendo che sono semplicemente pazzi. perché sono più di quello che uno si immagina. sono ovunque. è gente che ha preso un libro scritto da suoi simili, una calcolatrice e ha fatto l'addizione di quanti anni dovrebbe e avere la terra. neanche rain man. fanno spedizioni sul monte Ararat perché sono convinti CHE CI SIA UN'ENORME ARCA SEPOLTA DALLA NEVE!
andiamo con un po' più di ordine. mi rendo conto di aver fatto la solita confusione.
un giorno, un amico mi ha parlato dei creazionisti. non ricordo quale fosse l'argomento che aveva portato a questa conversazione. fatto sta che mi dice che tali personaggi sono quasi la metà della popolazione americana. a quel punto, passato lo shock, decido di fare una piccola ricerca sul web. perché non potevo crederci. era un concetto talmente lontano dal mio pensiero che dovevo saggiare con il mio naso. e così trovo questa roba qua e resto senza fiato. ma non per l'illuminazione, per lo sconvolgimento. mi sento coraggiosa e faccio il tour virtuale di sta roba. così scopra che secondo queste persone, i dinosauri, Trex incluso teniamolo bene a mente, l'uomo e qualsiasi altra creatura -leocorni inclusi- vivevano tutti allegramente come vicini di casa, i lucertoloni erano vegetariani (il veganesimo era già la moda del momento), gli umani erano come noi, muniti di vestiti e case e la domenica, a questo punto, si facevano feste ricchi premi e cotillon. poi Eva si è fatta tentare del serpente che viveva sull'albero di mele e allora i dinosauri sono diventati feroci e carnivori e l'uomo è stato relegato a immigrato clandestino in casa sua. NON FA UNA PIEGA. purtroppo io sono una brutta persona e nel fascio dei creazionisti ci faccio ricadere anche i religiosi. perché per me sono fuori di testa uguale. il libro da cui partono è lo stesso, un testo scritto da uomini che parla di un fantomatico dio. un libro scritto uomini per altri uomini. già questo per me dovrebbe essere significativo. può essere l a bibbia come il corano o come qualsiasialtrotesto che parli di un essere antropomorfo (visto che secondo loro noi siamo a sua immagine e somiglianza) con un carattere terrificante, che un giorno si annoiava e così ha creato il mondo che conosciamo. ci ha messo 6 giorni. il settimo si è riposato. babbo natale in confronto è un principiante, ha un anno intero per organizzarsi.
ora, secondo loro, la terra ha 5000 anni, perché "noi abbiamo fato i conti" basandosi sul famoso libro di cui si parlava prima. non 4,65 miliardi di anni. no 5000. perché a noi piacciono le cose veloci, tranne che a letto s'intende. a noi aspettare questa roba qua no ci piaceva. preferiamo creare miti. è più sensato. e allora crediamo ciecamente ad un dio vendicativo che se non si fa a modo suo, secondo le sue regole DETTATE DA UN CESPUGLIO INFUOCATO e scritte su tavolette di pietra, si può finire male. c'è talmente tanto materiale su come si vendichi degli "infedeli" che avremmo da passare interi mesi a parlarne. è appassionante, un buon romanzo di fantasia però. gente tramutata in sale, una passione smodata per fuoco, pioggia scrosciante, cavallette, apocalissi, sterminio di massa, omicidi su ordinazione per poi dire "ahahahah fermo che ci hai creduto?". e per loro questo psicopatico è un dio buono. certo, inopinabile. mi distruggi tutto, hai tolleranza zero, mi obblighi a vivere nella paura, ma sei un dio buono. perché sai perdonare i tuoi figli. perché prometti un paradiso alla fine del tunnel. e qua arriviamo al punto. non riescono a concepire che l'esistenza abbia un inizio e una fine. no ci deve essere qualcosa oltre, perché se no che senso avrebbe vivere? noi siamo qua per intrattenere e dimostrare ad un padre esigente e crudele che meritiamo di rinascere in un'altra vita in paradiso. questo posto tutto nuvole e gente buona pentita. "prima l'uomo creò dio e poi dio creò l'uomo". non ricordo dove l'ho letta ma rende l'idea di come vedo queste persone qua. sono talmente disperati della loro esistenza che non riescono a credere di essere l'evoluzione in corso di una storia che dura da miliardi di anni e non ha ancora fine. si nasce, si cresce e si muore. e si vive nei ricordi dei cari che restano. non c'è una resurrezione dopo l'apocalisse. non ci sono cavalieri che piombano sul mondo dopo che sono stati rotti sigilli e distruggono tutto. non esiste un dio che non tollera i gay, che vuole che ci si ammazzi in suo nome o che si brucino i suoi figli. nei secoli la chiesa ha fatto talmente tanti di quei danni che l'evoluzione della sua dottrina è questa. gente che vive nel terrore, pensando che il trex mangiasse ravanelli nel giardino di adamo e che poi eva ha rovinato tutto mangiando una mela. questa gente pensa che gli scienziati mentano nelle datazioni. sono talmente ottusi che non riescono a concepire che la nostra esistenza sia straordinaria. hanno bisogno di credere che siano qua per volere divino. si sentono, a mio parere, talmente inadeguati, da non riuscire a vedere quanto sia fantastica e straordinaria la loro esistenza. siamo unici. ognuno di noi. denominatori comuni, ma unici alla fine. infinitamente piccoli.  nella nostra piccolezza, siamo stati in grado di porci domande per comprendere un pochino di più questo cosmo che ci circonda. non ho bisogno di un dio limitatore per vedere lo straordinario potenziale dell'uomo.
si io a catechismo ho avuto una vita difficilissima.

"La cosa più incomprensibile dell'Universo è che esso sia comprensibile." A. Einstein

28 marzo 2013

once upon a time a vampire...

c'erano una volta i vampiri... poi sono arrivati twilight & company...
e sono iniziate le follie.
perché, diciamocelo, i vampiri sono sempre state creature affascinanti. nati come rappresentazione della malattia, si sono evoluti benissimo nei secoli, il fascino del lato oscuro. le vergini immagino che abbiano contribuito alla loro diffusione, oggi morirebbero di fame o  pescherebbero dagli asili, però nell'immaginario collettivo, questa figura maledetta che si nutre del sangue di vergini e può fare un sacco di cose affascinanti, non poteva non prendere campo. e poi ha retto bene... fino a qualche anno fa quando siamo passati da questo:
a questo:
che, detto fra noi, non è che sia stato un grande passo in avanti... anzi... ma vediamo più nello specifico.
negli anni 2000 hanno voluto cambiare le carte in tavola e da essere soprannaturale ricco di fascino, mistero e storie tragiche,  una buona dose di sadismo e "bello e maledetto", tormento, siamo passati ad eterni adolescenti, la cui crescita mentale decresce con il passare degli anni. più un vampiro è vecchio, più è il peggior adolescentebimbomichia che si riesca ad immaginare. iniziamo una piccola analisi proprio da twilight. i vampiri sbrilluccicosi. no veramente, brillano al sole. BRILLANO! dovresti andare in cenere ed invece... rifletti il sole. come un paio di rayban. uno dei punti cardini di questi vampiri è che sono stati tutti trasformati a 17 anni. che nell''800 eri già un adulto sulla carta, ma allora perchè adesso, ai giorni nostri, dopo secoli di esperienze, sei regredito ad ameba stupida? no veramente.  affronterò solo il capitolo Edward, perchè il resto della sua "famiglia" mi prenderebbe troppo spazio. allora, hai 17 anni, vuoi andare a scuola per la N volta (hai anche un quadro enorme con tutti i tocchi della famiglia) e la prima volta che vedi la ragazza -si lo so stasera mi sento buona - con cui scatta l'amore a prima vista - dopo un secolo che lo cerchi- tu che fai? hai i conati di vomito. seriamente, non potete chiamarmelo romanticismo. neanche nell'800.  per darvi meglio l'idea è sta roba inguardabile qua:
gli fanno anche un primo piano. notare l'espressione sentita. lei si ANNUSA. "oddio è il mio primo giorno di scuola e ho dimenticato di fare la doccia!", molto romantico, un pò come Gary Oldman, sisi proprio uguale a questa scena qua:  
UGUALE. che ogni donna davanti a Gary Oldman che si scusa e si presenta non capisce già più una fava e urla "prendimi sono tua! ". no noi abbiamo l'affascinante vomitatore, un lord inglese mancato.  e nel libro non è che sia molto meglio, lei addirittura si annusa (si anche nel cartaceo e si ripete che sa solo di shampoo alla fragola o qualcosa di simile. HA BISOGNO di annusarsi! vuol dire che non è sicura della sua igiene personale. seriamente, non potete chiamarmelo romanticismo. la più grande differenza fra il libro e il film è che nel film gli sceneggiatori hanno aggiunto dialoghi più veloci, perchè nel cartaceo, in una pagina hai lei che dice "ciao" e 3 pagine dopo lui che risponde "ciao". il livello è quello. giuro. l'ho letto. (a fine post vi spiego anche perchè ho letto/visto questa marea di stupidaggini). l'unico punto a favore della Mayer è il fatto che sia riuscita ad avvicinare i ragazzini alla carta stampata. diamo a Cesare quel che è di Cesare. punto. le lance che si possono spezzare in favore finiscono qua. quattro libri. cinque film. un'esagerazione. ci sarebbe materiale per scrivere post e post solo su questo. e nessuno in maniera positiva. lo hanno definito il grande amore, il romanticismo ritrovato. (non dimenticate che inizia tutto con un conato di vomito). veramente 4 libri per la "storia d'amore" -molto generosa- più romantica dai tempi di Romeo e Giulietta. William è ancora nella bara che ride. in questo mare di pagine che avrebbero potuto salvare intere foreste, la storia si può riassumere più o meno in poche righe: dopo la nausea iniziale, lui torna giorni dopo (e lei si fa dei problemi a riguardo pensando che sia per colpa sua), nei quali lei fa discorsi con se stessa -e il suo parco insicurezze - su come affrontarlo, poi lui arriva e lei non capisce più una fava e si mettono insieme. dopo qualche giorno lui le fa vedere che è molto meglio dello specchio solare al mare e lei gli dichiara di essere sua per sempre. lui fa lo stalker! veramente, prima che si mettano insieme lui VA A SPIARLA DI NOTTE IN CAMERA SUA. comunque, stanno insieme ma ci sono i cattivi che vogliono prosciugarla per puro piacere di fare un dispetto a lui. tutto finisce bene ma lui la lascia perchè se stessero ancora insieme lei sarebbe sempre in pericolo e se ne va. fa traslocare tutta la famiglia a causa di una ragazzina che è insicura di se stessa e con un QI raccapricciante. lei allora cosa fa? il paino B, torna da un amico d'infanzia che proprio quando inizia a farsi strada verso la meta a cui ogni adolescente aspira, DIVENTA UN LUPO MANNARO. ora dimenticatevi questo  ma proprio no perchè qua non abbiamo lune piene e argento. qua non abbiamo belve assettate di sangue, selvatiche. no qua, nel 21esimo secolo, quello che ci danno è questo: si. avete visto bene. il selvaggio della bestia interiore è... trasformarsi a comando per azzuffarsi con gli altri del branco e uccidere vampiri, ma solo quelli "cattivi". Van Helsing sta ancora ridendo, FORTISSIMO. comunque lui ha da fare con i suoi amichetti e allora lei, decide di lanciarsi da una scogliera per sentire emozioni forti e poter avere le visioni. non sto scherzando. e la sorella del nostro eroe, che è preveggente, la vede e pensa che sia morta, così il nostro prode decide di seguirla andando in Italia per farsi uccidere da una famiglia potente di vampiri. non ci avete capito un cazzo? ve lo ricordavate diversamente il vampiro? anche io. e mi mancano, la nebbia, i topi, i corvi e tutto il teatrino del vampiro serio. comunque, lei SCAPPA e lo va a salvare. a scuola in questi libri non ci va quasi nessuno. tornano insieme e, neanche il tempo di respirare, che il libro/film dopo già c'è pronto un nuovo cattivo che vuole uccidere la ragazzina. e allora la caccia si apre uccidono il cattivo e tutto finisce ancora bene. lei continua a chiedergli di trasformarla e lui le chiede di sposarla. "perchè voglio che ci sposiamo quando tu sei ancora umana". in tutto questo, lei ha gli istinti di una normalissima adolescente, ossia un ormone galoppante. grande come l'empire state building. ma lui... "eh no potrei farti del male". però si sposano e nella prima notte di nozze fanno sesso. TI SPOSI A 18 ANNI e resti incinta al primo colpo. di solito è il contrario. e nel libro, il QUARTO,  non te lo racconta nemmeno. tu proponi a degli adolescenti una cosa che dovrebbe essere una storia romantica, e quando si arriva al sodo... fai finire il capitolo. nel film invece danno alcuni dettagli in più... e non migliora comunque la situazione, perchè tutti noi abbiamo in mente questa scena qua:  invece dovremmo immaginare più piume e pezzi di arredamento. per non parlare di lei piena di lividi. strano che non si sia rotta niente. lui ha dei sensi di colpa grandi quando la svizzera - non troppo, d'altronde è più di un anno che stuzzicano gli ormoni- e le dice che non lo faranno più. lei ha uno sguardo perplesso, ma va bene lo stesso, tanto SONO INCINTA. giuro. un non morto, produce sperma. non lo sapevo neanche io. non si smette mai di imparare. comunque questo feto nasce dopo varie peripezie e... il lupo mannaro si innamora della bambina. e tutti vissero felici e contenti. giuro. si ok c'è un pò di travaglio e qualche complicazione ma il finale non cambia. tutti vivi e tutti felici e tutti vegetariani, perchè noi gli umani non li beviamo. preferiamo bambi. arrivati alla fine della saga, due domande te le fai, tipo perchè avete tolto tutto quello che caratterizzava il vampiro. lo avete spolpato. l'unica cosa che sopravvive è il fatto che bevano sangue. 
ma twilight non bastava. erano solo 4 libri,  sono riusciti, tirandoli a farci uscire 5 film. allora che si fa? ormai il mito lo abbiamo ucciso e adesso? c'è la vampiro mania (NON SONO VAMPIRI! NON POTETE USARE QUEL NOME!) e cosa possiamo tirare fuori? girovagando per una libreria delle pulci, immagino, hanno trovato dei libri antecedenti a twilight. e peggiori. oh dio solo sa quanto si poteva cadere più in basso. e hanno trovato The vampire diaries. numero di libri X, credo ancora in pubblicazione. e ci hanno estrapolato una serie tv liberamente ispirata,  in cui i vampiri vengono ulteriormente rivisitati. una precisazione, i libri e il telefilm, sono due cose ben distinte. BEN BEN distinte. l'unica cosa in comune è la stupidità dei personaggi, che resta invariata e abbondante. 
ora i vampiri smettono di essere dei pannelli solari ambulanti, tornano a diventar materiale per il bbq con il sole e con i paletti. l'acqua santa e le croci sono ancora messe al bando. nei libri tornano anche la nebbia e i corvi, nel telefilm ci si accenna. ottimo, oddio almeno non brillano. la storia, è un classico triangolo, due fratelli e un'unica donna. umana. non ho ancora ben capito perchè la parte dell'umana fragile spetti sempre al gentil sesso, ma sorvoliamo. i due fratelli non potrebbero essere più diversi, uno "cattivo" (mi vergogno quasi ad usare simili aggettivi) e uno "buono". dove buono non rende. è diabetico da quanto è buono. nauseante. qualsiasi cosa che faccia, la fa per lei. perchè la ama. anima gemella. così gemella, che anche il fratello più interessante ne  è innamorato. d'altronde siamo una famiglia. lei, da umana è terrificante. buona oltre il concepibile. così buona che chiunque cerchi di quietare, muore. il tutto si svolge nel solito paesino americano. e hanno sempre 17 anni. per cui si dovrebbe andare a scuola. sia nel libro che nella serie, questa parte è un pò lasciata a sé, insomma a scuola ci vanno solo di notte, quando ci sono i balli e un paio di lezioni ogni tanto. e con ogni tanto intendo una volta ogni 6 mesi. poi non c'è da stupirsi se non siano bravi con la matematica. allora, parlando della serie, che  è meno delirante dei libri, lei è orfana, con un fratello e vivono con una zia che avrà si e no 5 anni più di loro e non lavora. la prima domanda che sorge spontanea è e le bollette, chi le paga? non si sa ma a quanto pare fa lo stesso. alla fine della prima stagione lei scopre che è stata adottata e che la sua madre biologica è  adesso una vampira stronza ed è la ex moglie del suo insegnante di storia. voglio dire, l'america sarà grande? avrà un numero decente di persone? quante probabilità ci sono che il tuo insegnante che arriva da un altro stato sia l'ex marito della tua mamma vampiro? really? comunque non è neanche il peggio. c'è di meglio. il paesino in questione è normalissimo. poi arrivano i fratelli. e magicamente nel giro di quattro stagioni si popola di vampiri, licantropi, ibridi, streghe, esseri immortali, cacciatori mitici e chi non fa parte della combriccola, muore. non hanno lasciato proprio niente indietro. ci hanno messo tutto. ma tutto tutto. così non facevano torto a nessuno, sai mai. 
all'inizio lei è umana ma è una doppleganger di una vampira stronza e quasi sempre assente. e si innamora subito del fratello diabetico. ed è una lunghissima stagione, con sti due che tubano, fanno sesso e si guardano con sguardi languidi. in tutto questo c'è il fratello stronzo che è un genio incompreso del male che compie azioni malvagie allo scopo di aggiustare i guai che ci sono fra un momento diabete e l'altro. e nessuno lo capisce, lo trattano tutti male. ti fa quasi tenerezza. i due fratelli, NATURALMENTE, sono in possesso di un anello rarissimo fatto da una strega (la skill gioielleria è intrinseca dell'essere strega), che gli consente di camminare al sole senza diventare cenere. ok. vanno a scuola ci sta, visto che le serali in america pare non frequentarle nessuno. lei ha due amiche della serie siamo nate insieme e siamo amiche del cuore. dopo poco, una viene vampirizzata e l'altra si scopre essere la discendente di tutte le streghe antiche che vengono tirate in ballo per ragioni di trama. ma TUTTE. ed è stupida. altro che "da grandi poteri derivano grandi responsabilità". riesce a farsi possedere, ho perso il conto di quante volte abbiano provato ad ucciderla, si fa plasmare e crede a qualsiasi entità si metta in contatto con lei. soglia di sopravvivenza -15. l'altra amica, viene vampirizzata e da petulante odiosa umana, diventa petulante e sputa sentenze soprannaturale.  e si innamora di un licantropo (qua restiamo, a tratti, fedeli alla luna piena). a noi l'amore interazziale piace. fra l'altro i morsi dei licantropi sono velenosi e mortali per i vampiri, per cui il sesso non può neanche essere divertente. quello che si evince del paesino dalla serie è che ogni occasione è buona per far festa, perchè a scuola non ci va nessuno però ogni tre per due c'è un ballo, una festa, un raggruppamento di gente con musica che si ubriaca e si droga. sisi è il classico telefilm che ogni madre farebbe vedere volentieri a sua figlia adolescente. sesso, droga, alcool e omicidi. spesso in cimiteri o in boschi. molto educativo. perchè l'alcool serve ai vampiri per sedare la voglia di sangue. la droga, perchèp si sa nei paesini ci si annoia e il sesso è la conseguenza di tutto questo. in quattro serie, l'unica cosa certa è che gli sceneggiatori non si ricordino molto bene cosa scrivono, perchè ci sono dei crateri nella trama che fanno più paura dei vampiri (quelli veri, non questi qua). tipo all'inizio di un episodio si vede la strega che vaga nel bosco, cambio scena, tutti tornano a casa, succedono cose agli altri e lei? lei la si ritrova l'episodio dopo a casa. non è ben chiaro come da un bosco su di un'isola dimenticata da dio e dagli uomini sia riuscita a tornare. e nessuno te lo dice. e questo è solo il primo esempio che mi è venuto in mente, ce ne sarebbero a bizzeffe. ad un certo punto della trama, lei diventa vampiro, perchè era inmacchina con uno degli ultimi umani del paesino e finiscono in un fiume. il fratello melenso si tuffa per salvare l'amore della sua vita e lei gli chiede di salvare prima l'amico. e lui lo fa. perchè mentre la tua adorata, la tua anima gemella, l'unica donna potrai mai amare, sta morendo, tu ti preoccupi di salvare l'amico. perchè te lo ha chiesto lei. sei scemo o cosa? comunque lei aveva sangue vampiro in corpo per cui si risveglia vampira. e in crisi mistica. (nonchè con un anellino anche lei come l'amica trasformata prima di lei. credo che ormai li regalino ai mercatini dell'usato. c'è la cesta prendi due e paghi mezzo). perchè se era così buona e ansiopatica per gli altri, ora dovrebbe nutrirsi di quelle stesse persone a cui vuol bene. e allora inizia a bere. giuro, nel mentre che cerca di risolvere il dilemma morale e il fatto che non riesca a trattenere il sangue che non sia preso da una vena di un umano pulsante, lo vomita. giuro. e perché? perchè è asservita al fratello cattivo, il quale ha fornito il sangue che aveva in corpo quando è morta. non vi è chiaro? neanche a me. però dicono essere un evento raro. così raro che quando vanno in un'altra città si scopre che un'altra vampira è asservita allo stesso fratello. dev'essere un evento raro quanto gli anelli per il sole. in tutto il delirio noiosissimo su i suoi sensi di colpa dovuti al bere l'amico salvato, scopre anche che i suoi sentimenti per il fratello dalla morale discutibile sono amplificati. per cui non solo ne è asservita, ne è anche innamorata. e qua abbiamo i 3 momenti migliori di tutte le 4 serie che nell'ordine sono 1)lei che spezza il cuore al fratello melenso 2) lei che fa sesso con il fratello affascinante proprio per la dubbia moralità  e 3) quando il fratello buono viene a sapere dall'amica vampira di lei che i due si sono incontrati biblicamente. perchè Stephan, il fratello latte e miele, è l'essere più noioso e odioso del mondo. e Damon, il fratello, almeno ha il fascino del trasgressore. che poi non è neanche così cattivo, voglio dire è incompreso, usa metodi un pò di impatto per risolvere i problemi degli altri.  nel libro, invece, sono tutti degli imbecilli incommensurabili. ma di una stupidità incredibile. il cattivo per eccellenza nella serie e tale Klaus, l'ibrido, mezzo vampiro e mezzo lupo mannaro (fate finta di niente vi prego lo so è difficile). ed è un gran bel cattivo. subdolo, crudele, senza scrupoli... nel libro è un vampiro barbone e arteriosclerotico. e inutilmente cattivo. proprio che leggi e ti chiedi "EH?". i due fratelli sono terrificanti ed senza senso. la strega ha solo poteri psichici. la ragazzina diventa ad un certo punto un'entità eterea che risveglia i soldati di una guerra per uccidere il cattivo (giuro, lo so sembra fantascienza), le amiche, umane - fin dove ho avuto il coraggio di leggere- di una stupidità che neanche Butters di south park. i dialoghi di uno squallore inquietante che ti fa chiedere "ma come ha fatto a vendere così tanto?". che poi è la domanda di sottofondo a tutti questi vampiri qua.
perchè piacciono? perchè milioni di ragazzine comprano i libri e si immedesimano nelle finte e tristi romanticherie che trovano? non so rispondere a questo. lo metterei fra segreti di fatima. perchè è insèiegabile che ti possa identificare con esseri esasperatamente stupidi. leggi Dracula di Bram Stoker, innamorati di Lestat, se vuoi il vero cattivo, ti piace di più il vampiro tormentato? hai Louis de Pointe du    Lac. vuoi una il dannato e solitario, impersonificazione delle paure da cui nasce il mito? prenditi il nosferatu. vuoi la mancanza di scrupoli e la violenza gratuita? hai Claudia la vampira che sfoga la sua rabbia per non poter diventare mai donna diventando spietata. ci sono tanti esempi, scritti e visivi che si possono prendere, per rimanere affascinati dalla figura del vampiro, per quello che è, una creatura soprannaturale, con debolezze, rimpianti, desideri, poteri e quant'altro. non pensate che siano i vampiri del 21esimo secolo quelli migliori. perchè sono solo una brutta ombra di quello che vorrebbero rappresentare. 
ora arriviamo al perchè ho letto e visto tutte queste cose raccapriccianti... perchè con la dose giusta di ironia e con una base di quale dovrebbe essere la rappresentazione del vampiro, diventano spassosi passatempi per le giornate in cui sei a casa e ti annoi. perchè sono talmente stupidi, che non puoi che ridere a crepapelle, trovando le lacune che oggigiorno, paiono andare per la maggiore... 

2 gennaio 2012

mi sento bravissima!

che brava! non scrivo dal 13 settembre (?!?!?!?!?) praticamente una latitante... Bin Laden dava sue notizie con maggiore frequenza... ho le mie buona motivazioni, ma non giustificano il mio abbandono al piacere della scrittura... voglio dire, ok mi sono sposata e sono stata bravissima, ho organizzato un matrimonio low cost in neanche due mesi. e sono sopravvissuta, cosa che non avrei ai immaginato, soprattutto verso il traguardo... è stancante, non va fatto... in quel delirio tra amiche che avevano consigli e ordini(si non bisogna cadere nell'errore del sono io la sposa per cui decido io, no tu sei l'ultima persona che può dire qualcosa, non ti è permesso neanche pensare) e una sarta parente stretta di Hitler... neanche 20 righe e ho già nominato due criminali di guerra... andiamo bene...
il 29 ottobre, matrimonio... il 30 viaggio di nozze a Lucca comics... si lo so molto nerd, ne vado molto fiera, c'è chi fa il giro del mondo, chi il viaggio della vita, io sono andata a Lucca comics, ma solo perché non avevo abbastanza tempo per andare a Londra, che va bene per ogni occasione.
il meglio di me l'ho però dato dopo, perché sono riuscita a restare incinta in tempo record e in una situazione delirante perché, come tutti i medici che ho contattato negli anni "sa per lei sarà difficile concepire". non diciamo stronzate, sono bravissima in questo è la seconda fase che mi crea difficoltà di realizzazione... infatti, come nei migliori copioni che ho scritto già in passato, ho avuto un incidente creativo di percorso, che mi ha spedito senza passare dal via, di corsa all'ospedale, perché si sa fare le cose come tutti risulta noioso. prima di andare avanti, toglietevi subito quelle facce compassionevoli. si le detesto. l'occhino che esprime pietà e il fumetto "poverina" mi irrita solamente ed è controproducente. anyway, sono all'ospedale e decido che fare un giro in sala operatoria ha un suo fascino. così ,urlante dal dolore, vengo condotta in fretta e furia in questa sala ghiacciata dove, attenzione attenzione, immaginate bene la scena, io sul tavolo operatorio che urlo, l'infermiera che continua a ripetermi "signora (si mi ha chiamato signora che voglio dire, ti sembra il momento?) stia calma (?!?!?!? avevo un principio di emorragia interna, una tuba mi stava esplodendo e lei mi dice stare calma?!?!?!? provaci tu, che poi ci sono li io a dirti "visto? tu riesci a star calma?") e quello che mi si prospetta intorno cos'è? un anestesista napoletano (non ho niente contro i napoletani ma questo...) che con un accento che storpiava Ogni parola, urla contro il "simpatico" chirurgo che gli risponde con accento autoctono. nel mentre degli studenti di medicina che cercavano di mettere insieme la sala operatoria. ora, lo so che è difficile da immaginare, ma provateci vi prego... lo so che state focalizzando una scena di scrubs, ma non è così. mentre urlavo, ormai solo per  ricordare che io ero ancora lì e che nessuno mi aveva ancora addormentata, provavo anche a calmare gli animi, alternando "FA MALE!!!!" a "vi prego calmatevi". follia lo so. dopo numerosi minuti che non ho avuto tempo di contare, l'anestesista si ricorda del perché lo hanno mandato alle 221 di sera in sala operatoria e si avvicina a me con 5 siringhe come se volesse chiedermi un parere... poi si accorge che sono ancora sveglia (lo chiamavano aquila) e sorridendo mi dice "io inizierei con questa (mostrandomi una siringa enorme) e poi andrei avanti con queste....ora voglio dire, ti sembro che sono qua per una lezione di medicina? o per un consulto? non mi sembra, poi, sto palesemente male, sono in costume quasi adamitico, e sto invocando pietà da un po', su fai il tuo lavoro  e chiudiamola qua no?voglio dire, sei tu che sei stipendiato per far perdere i sensi alle persone, se fossi stata meglio ti assicuro che ti avrei abbattuto in più di un modo e tutti violenti ma non in questa occasione. e devi solo ringraziare la tua buona stella. nel mentre, prima di spedirmi nel magico mondo di anestesilandia, mi si parano davanti l'aquila con un foglio "sa deve firmarmi il foglio per acconsentire l'anestesia" li ho seriamente pensato che stessero per uscire degli amici cinici urlante "it's a joke!", invece niente, mi mette in mano una penna e faccio una sorta di X, perché oltre non ero in grado di fare (mia madre è stata crudele, mi ha chiamato con un nome lunghissimo per certe occasioni). a questo punto pensavo finalmente di aver ottenuto il mio biglietto per la perdita di coscienza ed invece... arriva il mio (ormai ex) ginecologo con un'altro foglio per il consenso all'operazione... e poi uno pensa che avendo un marito presente la burocrazia in questa occasioni si poteste delegare... NO, SBAGLIATO! sei li che agonizzi per essere addormentata e loro, quelli che dovrebbero farti star bene continuano a proporti fogli da firmare, allegri dibattiti fra loro, pensando magari che fosse il momento per farmi apprezzare un po' di cabaret, e no paghi, perdono anche tantissimo tempo a spiegarti cosa stai firmando... voglio dire, sono in sala operatoria, visibilmente dolorante e urlante secondo te sono in nella condizione di comprendere bene cosa mi stai dicendo o cosa sto firmando? NO, ho un marito apprensivo fuori dalla porta che è molto più cosciente di me per fare queste cose! alla fine di questa puntata scadente di medical-comic-drama, riesco ad ottenere l'agognata meta. il risveglio però è stato MERAVIGLIOSO! punto uno non stavo più soffrendo come un'oca pronta per il patè e secondo, ero sotto lo scintillante mondo della morfina! mai provata prima, una scoperta affascinante e impagabile. che mi ha tenuto compagnia per 24 straordinarie ore... di cui ricordo solo il senso di mondo perfetto in cui mi trovavo. in quelle 24 ore, però il mio medico e l'aquila anestesista, sono passati a trovarmi per... rifarmi firmare i fogli! issi perché "sa nella fretta (WTF) abbiamo compilato male i moduli" che uno poi si chiede che senso abbia, visto che ormai mi hai addormentata, operata e risvegliata... anyway... passato il magico mondo di frugolo mi si parano davanti medici e studenti, come se fossi un animale raro, il tutto perché due gravidanza extrauterine per loro sono solo appunti sui libri, che radiosi mi studiano e la più brillante del gruppo addirittura esordisce con "va bè la prossima volta il feto lo mettiamo noi al suo posto". e nel dolore post operazione uno pensa "mi stai prendendo per il culo o sei solo umanamente deficiente?". sarebbe interessante una risposta ed uno studio sociologico, "vuoi fare il medico per lo stipendio o perché fare il caterpillar emotivo ti diverte?" credo che sarebbe un buon modo per fare i test di ammissione a medicina.
comunque, adesso sono qua, vi evito i racconti sulla mia delirante vicina di letto perché merita un post tutto suo tanto è ampio l'argomento, dico solo che ho passato un giorno a chiedere a ogni medico che mi passava a tiro "o sedate lei o dimettete me".
non sono depressa, ok non sono il ritratto della felicità, ma depressa è proprio un'altra cosa. e no non andrò da uno psicologo, psicoanalista, analista o strizzacervelli fantasioso che vi venga in mente perché uno la mia infanzia è stata bella, ma bella bella e non ho rapporti con genitori irrisolti. non mi affiderò neanche a adorabili pilotine, perché non saprei neanche che farci, io non amo i medicinali particolarmente e poi secondo me non servono a un granché, rimandano solamente i problemi, andrò dal mio ginecologo che mi risponde in ogni occasione, affronterò tutta la simpatica trafila del caso e andrò contro natura riproducendomi ugualmente, nonostante madre natura mi stia dicendo che forse non è il caso. e in tutto questo non mi rivolgerò ad un dio in cui non solo non credo ma trovo totalmente deliranti i suoi fans. perché il bello degli esseri umani è hanno talmente tante risorse emotive dentro di loro che riescono sempre a superare tutti momenti. anche i peggiori. il problema è cche molti non se ne accorgono neanche o sono troppi pigri. e poi su, un po' di ironia aiuta sempre.
per cui ho chiuso il capitolo 2011 come il peggior fine anno di sempre e apro il 2012 con la mia citazione preferita "non è mai troppo tardi per farsi un'infanzia felice"e un consiglio, ,sorridete sempre delle vostre disgrazie perché è l'unico modo sano per uscire dal tunnel in cui credete di essere. :)

12 settembre 2011

Temptation... I can't resist!

Mi sono data alla macchia. vivace macchia, decisamente impegnata, sicuramente di corsa, indubbiamente impegnativa. cose, tante cose, imprevisti, non sempre brillanti ma superati con splendore, come sono una donna può fare, praticamente versione caterpillar che tira giù muri di cemento rinforzato. ma alla fine... la piazza è sgombra e pulita. perché una donna può. no mi correggo, perché io posso. in fondo sono un torello mica a caso... d'altronde superare momenti impegnativi, fisicamente e moralmente, è il divertente della vita. si magari se non capitasse tutto insieme tipo tzunami nipponico con tanto di esplosioni nucleari sarebbe meglio, ma almeno mi tengo in allenamento, sul chi va là e non mi annoio. no per la noia proprio non ho tempo. comunque, archiviato il periodo non brillante, nel momento della ricostruzione, perché in fondo un piazzale vuoto fa tristezza per cui costruiamoci qualcosina sopra perché no, si ricomincia.
a scrivere, con la solita cadenza a caso che mi contraddistingue, in fondo mi volete bene anche per questo.
e poi... poi si fanno progetti. il primo ad approdare sul tavolo confusionario delle idee è stato Londra. che era lì da un po'. diciamo anni. diciamo anche sempre. mi sembra di aver ampiamente approfondito l'argomento in più e più occasioni. per cui, bagagli e burattini e si ricomincia iin una città a misura gigio... insomma perché dovrei star lontana km dal posto in cui mi sento a casa? non ha senso. per essere infelice qua perché dovrei precludermi la possibilità di essere felice in una città che con tutte le sue difficoltà e il suo pessimo clima mi fa sentire benissimo e in sintonia con il mondo? eh su dai, non ha mica tanto senso...
poi, visto che da sola non si parte per ovvi motivi, ho fatto un mesetto dal veterinario, non per me, non per Matteo, ma per i miei pelosi. non posso mica lasciarli qua? loro in fondo mi sopportano da tanti di quegli anni che il viaggio premio se lo meritano. e poi, le allegre sedute dal veterinario non potevo mica perdermele no? uno dei miei gatti, leggermente più "morbido" della media felina, il soprammobile per eccellenza, ha anche tirato fuori un istinto primordiale che ha confuso anche lui nel momento della sua venuta. l'abbiamo dovuto sedare, lui, il piccolo, morbidoso, ottochilietantecrocchette, Morfeo. la mia piccola pantera nascosta dalle coccole casalinghe. comunque neanche questo piccolo atto di ribellione mi ha fermato, il progetto ha continuato a fiorire... e così si è pensato anche a come organizzarsi, si è addirittura messo su un progetto di attività che ora è in cantiere a covare nuove sfaccettature, dopo che ci è stato consigliato un aggiustamento in linea con la moda inglese... e poi? poi in questi mesi ho scoperto anche persone splendide, dal nulla ma che è stato bello trovare. e si è rivalutato tantissimo alcune già presenti. e si vuole più bene a poca gente ma buona. e vorrei ringraziarle tutte, da Matteo che resta fedele al mio fianco senza battere troppo ciglio davanti alle mie proposte rivoluzionarie, a Marcello, nuovo acquisto dell'allegro circo che mi circonda e fuori testa a sufficienza da seguirci nel progetto imprenditoriale londinese, persona meravigliosamente matta, come me. a Scandar e Simone, che ci sono sempre stati limitandosi a guardarmi in modo buffo ogni volta che avevo qualcosa da dire su i miei progetti. ad Augusto, il mio cinico preferito, l'unica persona con cui condividere cattiverie senza vedersi osservare come se si mangiassero bambini a colazione in casa mia. e poi Mattia, il mio fumettista preferito e tantissimi altri. voglio dire non è che mi circondi da questo quantitativo di gente che non si riesce a contare, ma se vi elenco tutti qua il post diventa un lungo ringraziamento e nessun resoconto della mia assenza... per cui mi vedo costretta a proseguire ma non mancherò di ritornare sull'argomento. pochi ma buoni e tutti importanti. ognuno a modo suo. siete tutti speciali e sopra ogni cosa, siete tutti caratteristici. se no non saremo amici.
anyway, e poi c'è stata ancora Londra. vista con gli occhi del turista, perché Matteo non c'era mai stato ed è stato proprio bello fargliela scoprire un pezzetto alla volta e non ci sono neanche riuscita del tutto perché 12 giorni non mi sono bastati! però c'è sempre tempo.
e alla fine e qui torniamo al titolo... mi sposo. si cioè non è che mi sposo da sola... mi sposo con Matteo (lo so che lo sapete ma si sa che con me non si può mai dire). ed è strano, no non il matrimonio, venuto fuori con lo spirito romantico della giglio ossia, è più pratico in vista del trasferimento. che detta così suona proprio male ma in fondo da me non è che ci si possa aspettare tanto di più. ma fa strano, perché è fra pochissimo. e ho scoperto che gente non sposata è molto più ferrata di me sull'argomento e sono tutti entusiasti di dare consigli e aiuto e io che rifuggo da tutto dìperchè sembra un po' tanto confusionario ma loro mi scovano nell'ombra e propongono... insomma il 29 ottobre mi sposo, no non ho organizzato e preparato nulla ma si ce la può fare, tanto si fa a modo mio! per cui niente barbosissimi pranzi, niente bomboniere, liste nozze o viaggi a bora bora (che a me il mare proprio non piace), ma alcool, quello si tanto con pochi amici (tanto il numero è ristretto gioco forza) e tanti progetti futuri.
per cui, alle tentazioni di fare cose insensate, folli, creative, divertenti e non proprio lineari, no non potrò mai resistere!
in fondo sono La Gigio.... cosa vi sareste aspettati di diverso?

29 maggio 2011

Much Ado About Nothing

Much ado about nothing.
Molto rumore per nulla.
William Shakspeare.
Sisi, proprio lui, il bardo di Stratford-upon-Avon, detto anche il posto impronunciabile... 
comunque lui, quello li, tutti lo abbiamo studiato, acuni lo hanno odiato, altri o amano tutt'ora. io faccio parte dell'ultimo gruppo. 
ora, molto rumore per nulla.
vista tre volte in una settimana.
sisi come i maniaci.
la prima volta:
al Globe theatre, con tanto di musicisti con strumenti finta epoca sul palco, gesti che finchè non li ho visti neanche ricordavo, costumi dall'odore di armadio invecchiato. emozionante. fuori dal tempo. posto da popolana, in piedi, appoggiata al paco, a guardare gli attori dal basso in alto che quasi ti viene il torcicollo.
Benedict che guarda imbarazzato Beatrice e a occhi bassi con una tempistica lunga per scandire le parole bene in modo che prendessero corpo e che venissero recepite, dice "I do love nothing in the world so well as you.- is not a strange?".
un teatro che sospira all'unisono. giovani e meno giovani con occhi languidi e trasognanti che guardano lei con aspettativa e invidia.
si invidia, come se nella pausa fra la battuta di lui e la risposta di lei si rendessero conto che non hanno mai avuto un momento così romantico in tutta la loro vita e che un Benedetto così loro non lo incontreranno mai, perchè dopo che hanno visto lui tutti gli atri uomini appaiono come dei bifolchi. solo Shakspeare può riuscire in un impresa simile. perchè se andiamo a ben vedere, un uomo che ti guarda e pronuncia timidamente "non c'è niente al mondo che amo più di te. - pausa - non è strano?", può ottenere solo un paio di reazioni che sono: una sonora risata, nella migliore delle ipotesi, o un sopracciglio alzato e talmente tanta perplessità nello sguardo che acquista volume fisico, diventa tangibile, quasi si mette a parlare. non regge. se lo scrive il bardo invece, diventa romantico. il contesto, la tempistica, perchè non è il momento in cui ti aspetteresti una frase simile. voglio dire, lei è in lacrime per via della cugina, lui prova a consolarla, lei tira fuori rabbia verso Claudio, un imbecille che quasi non ce n'è, la stupidità personificata e lui, Benedetto la guarda e dal niente ti tira fuori una frase così. che inglese suona meglio. e si un pò Beatrice senza fiato rimane. e tu con lei. ai giorni nostri non reggerebbe, ma niente della storia risulterebbe credibile. non vi faccio spoiler se non la conoscete che magari vi viene la curiosità di andarla a vedere. merita. 
anyway, dicevo, prima di perdermi, che sono andata a vederla tre volte in una settimana. quella di cui sopra e poi due volte, si avete letto bene, ieri e oggi, per essere precisi, nello stesso teatro con la stessa compagnia... c'era Tennant che faceva Benedict. questo è stato il motore per il primo biglietto acquistato d'impulso. stasera ci tenevo a rivederla. 
ok lui è uno di quegli uomini dinoccolati, alto, che pesa 40 kg bagnato, con gli occhi che ti ci puoi perdere dentro da quanto sono grandi e io personalmente, li ho trovati tristi. ma tristi malinconici, che è n pò il genere che piace alle donne, siamo oneste. l'insieme, almeno a me, scatena tenerezza da una parte e ormone selvaggio su di un cavallo al galoppo che vi lascio immaginare.
per cui lo vedo in cartellone e si compro il biglietto. 
ambientanzione anni 80, pieni pieni, con tanto di pianola casio, festa in piscina e musica d'annata. lui, che per me può dire quello che vuole che suona comunque bene, in un fiato solo si dichiara a Beatrice. con a pausa che diventa una pausa comica, tanto che ala risposta di lei, il teatro scoppia in una sonora risata. fa effetto lo stesso però, ecco, come dire, la reazione è n pò diversa. io patisco le trasposizioni. voglio dire è stata scritta alla fine del '500, perchè devo ambientarla in una famiglia stie soap opera, togliere il fratello del suocero di Claudio, metterci la moglie e cambiare qualche battuta per combaciare il tutto? hai già un testo che va via da solo, si inscena da solo, fa tutto lui, tu devi solo indicargli chi interpreta chi e lui pensa al resto. perchè? dimmi perchè?
comunque sia, tutta la compagni bravissima, i due protagonisti brillanti e divertenti. e non lo dico solo perchè ho una certa passione per Tennant. obiettivamente è proprio bravo bravo bravo bravo... bravo...
stasera, sono andata a vederla ancora perchè in fondo quel romanticismo che se ci cado dentro dal vivo mi procura perplessità, a teatro mi fa fare proprio "ohhhh", ma di quelli belli. mi lascio rapire dal testo e quando finisce ci resto pure male. e lo so che le commedie in questione sono tutte uguale, è palese che abbiano lo stesso identico schema, però non ci riesco a fare nulla, mi lascio trasportare, nei tormenti di amleto, nel dolore di tito, nella voglia di rivalsa di shylock, nei sogni di una notte di mezz'estate.
non c'è niente da fare, è morto da 400 anni abbondanti ma procura ancora emozioni nuove ogni volta.
semplicemente unico. perchè come scriveva lui non ne ho più trovati...
si ho aspettato entrambe le sere Tennant fuori dal teatro, vi dico solo che ho fatto amicizia con una delle maschere, Steve, da quanto tempo ci ho passato in due giorni li intorno... però è bello sentirsi ancora un pò stupidi, come quando si era ragazzini... fa sorridere sempre e sorridere fa proprio bene al cuore...

17 maggio 2011

"strappami il cuore e getta il mio fegato ai cani"

- come stai?
-ma che domande fai? lo sai che odio le domande stupide.
- no veramente come stai?
- domanda retorica o reale interesse?
- ora sei tu che fai domande stupide
- non dire idiozie, hai iniziato tu.
- ok ma tu non divagare e rispondi, se no è inutile che siamo qua
- ah allora lo fai per quello, per fare conversazione
- ma quanto sei stupida? ho chiesto come stai
- ok cito un film "strappami il cuore e getta il mio fegato ai cani"
- mmm, lo prendo come un "potrebbe andare meglio"?
- stupido
- anche tu, Sheakspeare in love non è proprio una grande citazione, mi aspettavo di meglio.
- vedi è questo il problema, l'aspettativa, voglio dire, dimmi cosa vuoi sentirti rispondere, qual'è la citazione che preferisci e verrai accontentato.
- polemica, come al solito. tu come stai?
- "non è cambiato niente il tempo no..."
- no dai Baglioni è troppo anche per te, su sii seria
- è una domanda che odio, lo sai bene che la trovo una domanda subdolamente inutile.
- ok proviamo così, in quale fase di rinascita sei?
- mmm iniziamo a metterla sul filosofico... lo sai che non riesco a resistere a certe cose
- pare che sia l'unico modo per conversare con te... istigarti un pochino...
- ok rispondo, senza citazioni di bassa lega.
 sono come un Baglioni con la filamornica di londra...
- lascia Baglioni dove sta
- ok ok. ma come sei tignoso oggi
- sempre stato e lo sai
- ti direi triste
- il mio essere tignoso?
- no imbecille. ma non rende l'idea. perchè non è realistico, se fossi una canzone dei pink floyd ti direi confortably numb, ma poco confortably... apatica e profondamente triste. sono un pozzo di tristezza. di quelli senza fondo. mi hanno detto che devo confidare in dio. ho risposto che agli amici immaginari ho rinunciato in infanzia. anche il mio amichetto immaginario aveva fattezze reali, era un pupazzo. era tangibile. per cui no in dio proprio non ci riesco a credere e mi vien da ridere al solo pensiero di rivolgermi a lui. a parte che non mi ci vedo proprio a parlare con il nulla.
sto. ecco si rende l'idea, sto. se c'è la luce è giorno, suona la sveglia devo andare al lavoro, se è buio è sera. niente da dire, niente che abbia voglia di ascoltare. trovo tutto stupido. inutile.
come sto? annego nella tristezza che non so tramutare in parole.
- direi che non va male, ti ho visto peggio in questi anni
- anche tu hai ragione ma sottovaluti che stiamo invecchiando, sono un pò stanchina
- lo siamo tutti, tu semplicemente ora accusi un pò di più
- si va bene però... come dire... un attimo di tranquillità speravo di essermelo meritata...
- fai un viaggio, è quello che fai sempre e di solito ti aiuta a respirare
- parto presto, non te lo avevo detto?
- no ma lo immaginavo
- che bravo che sei
- lo so
- imbecille
- però hai sorriso
- un pochino. ho voglia di respirare
- lo so e vorrei poter far qualcosa
- ti ringrazio ma lo sai, un giorno parto, sto via un pochino e poi torno. e una mattina mi sveglio e sembra tutto lontano e si ricomincia con voglia di guardare cosa offre il giorno.
- si lo so. per ora ti meriti di prenderti il tempo che vuoi e di lasciarlo semplicemente passare.
- si per ora non voglio far altro, far trascorrere il tempo
- cazzo se è tardi
- uh si hai ragione, non ci avevo fatto caso
- questa volta ti sei meritata il caffè, tocca a me
- va bene ma solo perchè non ho il tempo di discutere, sono indietro di due
- bene, vuol dire che è un buon periodo per me, mi piace
- vecchio imbecille
- no dai vecchio no
- ok solo imbecille
- ci sto piccola stupida
- no dai stupida no
- si anche tu hai ragione, io però contesterei anche il piccola
- dai su che è tardi
- si dai ci vediamo presto promesso?
- appena torno, promesso.

9 febbraio 2011

quando lavorare stanca

Lavorare stanca.
no, non era così.
lavorare nobilita.
no non calza neanche questo e la nobiltà d'animo non è fra le mie priorità, io lo ammetto, molta gente no, ma diciamocelo chiaramente, nessuno lavora solo per la gloria...
il lavoro rende liberi... no questa era un pessimo slogan impresso su dei cancelli creati da persone particolarmente inclini alla crudeltà. il giorno della memoria era il 27 gennaio e volevo scrivere qualcosa, ma non ho avuto veramente tempo.
il lavoro esiste. si questa questa suona realistica ed è una necessità almeno per la maggior parte di noi. io mi metto in questa maggioranza...
il lavoro porta con sé uno stipendio... ecco su questo punto... qualche dubbio lo avrei... ma il mio è un piccolo punto di vista me ne rendo conto...
parliamoci chiaro, la mia assenza da questo mio piccolo spazio virtuale è dovuta a circostanze lavorative e spesso non remunerate...
in primis, una serie di incidenti familiari, che non è un lavoro ma lo stress che portano è uguale se non peggiore con in più il fatto che hanno reso il mio telefono uno squillo continuo e non potevo neanche spegnerlo... la famiglia è la famiglia... come si dice... per cui a qualsiasi ora era lì, piccolo strumento tonante... la sigla dei muppets... almeno è divertente e un pò meno triste del drin drin canonico... e poi a me i pupazzi parlanti capeggiati da una rana che fugge da un maiale li ho sempre adorati.
nel mentre, a parte il delirio portato dalle festività, ci abbiamo aggiunto un aiuto consistente ad un amico, nell'apertura del suo locale... ora, io a quest'uomo che conosco da parecchi anni voglio bene, ma bene bene... è che mi si è improvvisato... per cui alla famiglia aggiungiamoci squilli dedicati a muratori, fornitori, controssoffitari, volture, attrezzature e chi più ne ha più ne metta. ci sono problemi e ritardi? chiamo Giordana. certo mi sono offerta volontaria, ti aiuto... dopo un mese ho dovuto mettere dei limiti... dopo le 18 era vietato chiamarmi, almeno che non ci fosse il prototipo di locale in fiamme...
esperienza divertente, presa con la giusta filosofia, forse fra qualche mese ci riderò sopra, per il momento guardo il mio telefono con terrore, che squilli da un momento all'altro, sento l'alito del boia ogni volta che si illumina... stasera ho tirato giù i menù, devo dire che mi piacciono...
ho capito una cosa fondamentale da quest'esperienza... non aprirò MAI un locale mio e la prossima volta che mi chiedono aiuto, esigo dei soldi, minimo per gli antiacidi per lo stomaco... sono diventata il terrore dell'idraulico... ogni volta che lo chiamo ancora prima di dirmi ciao pronuncia la frase "sono per strada giuro che sto arrivando"...
il lavoro rende stressanti e debilita lil fisico abbattendo lo spirito... ecco questa mi sembra una frase adatta al momento...
comunque siamo alla fine... sabato lui inaugura, prendendosi la gloria, io parto per Londra, una settimana, me la sono pagata da sola la vacanza...
lui sta entrando in un circolo di problematiche che mi son guardata bene dall'esporgli, per quello gli ho trovato un dipendente...
io sto per spegnere il telefono per 8 giorni...
alla fine posso affermare che... il lavoro migliora le ferie!
e sabato sera, quando approderò a casa per prendermi cura della gatta di un'amica che parte, a Londra, avrò il piacere di spegnere il cellulare, respirare l'aria umida della mia città preferita e sorseggiando il tea bollente, sorridere, rilassata.

5 settembre 2010

to do


ho passato una settimana da leone in gabbia... si si, insofferente... poi sono andata a Bergamo a trovare mia madre... ok forse la località non è fra le più ridenti e non ha migliorato lo stato d'animo però, si c'è un però come nelle migliori frasi ad effetto, mi ha fatto scoprire una cosina piccola piccola ma che ha smosso montagne intere... 
sono in un momento di stallo. o meglio, ho bisogno fisiologico di un cambiamento, devo uscire da questo torpore in cui mi sono ingolfata, per cui... come nelle migliori tradizioni... ho fatto una piccola lista di cose da fare, in un tempo si spera ragionevole, anche perchè per i miei standard mi sono "addormentata" per troppo tempo.
così, mi iscrivo finalmente a scuola guida, per la felicità di tanti amici che in questi anni non hanno fatto che ripetermi che è cosa buona e giusta e poi mia madre aspetta questo momento da quando ho compiuto 18 anni... e si in fondo a me piace tantissimo andare in macchina, per cui la patente mi sembra proprio una buona idea.
cosa da fare numero 2, tagliare i capelli. che per quanto mi piacciano così come sono, morbidi, lunghi e tutto il resto, sono 10 anni che non li accorcio ragionevolmente, per cui, visto che si parla di cambiare, passo in modalità "non più elastici" almeno finchè non ricrescono. in settimana si va dal fidato parrucchiere...
numero 3, trovare lavoro a Milano, in alternativa Torino ma non è che sia proprio entusiasta della seconda scelta. però ci vuole sempre un piano B, perchè non si sa mai. a Genova troppi ricordi, troope cose già viste, troppa pesantezza emotiva, troppo torpore, che intrinseco della città, perchè in fondo è una città rimasta ai tempi in cui era "la Superba" e non ha mai fatto troppo per portarsi al pari con i tempi. la scelta della città alternativa è stata fatta con un minimo di criterio, mia madre è nel nord italia, sono due snodi ferroviari per cui si arriva ovunque, sono due città che trovo vivaci da un punto di vista personale e poi Milano a me piace tantissimo.
numero 4, essere felice e sorridere decisamente di più...
Lista delle cose da fare, mi piace, mi trasmette entusiasmo il solo pensarci e non mi spaventa l'impegno che ci vorrà.
si avete letto bene nelle cose da fare non c'è "trovare un uomo, compagno di giochi". perchè quello non lo puoi mettere nella lista di cose da fare, puoi sperare di incontrarlo mentre sei li che spunti il tuo foglio. ma non puoi inserirlo nella lista, è una questione di pelle quella, di odori, di chimica. aggiungo un punto 5: non smettere mai di sperare...  

3 settembre 2010

a volte ho delle idee "geniali"... si si... me lo dico da sola che è meglio...


non capisco come mai delle volte un'idea che sembra geniale sulla carta, nella realtà ha qualche difficoltà a esprimersi al meglio... mi spiego... l'atro ieri, ero di un umore un pò da eremita... quelle sere in cui ti sembra di esserti persa un pezzo, così ieri, ancora con i resti della nottata agitata, mi sono andata a comprare due, attenzione ho detto due, puzzle... 1000 pezzi cadauno... di solito lo troverei rilassante e rassicurante, pezzi contati, un'immagine che prende forma... sulla carta la trovavo un'idea geniale. perfetta per la situazione... ora, stasera la musica sembra cambiata... o meglio, è sempre piacevole vedere che l'incastro funziona e i pezzi combaciano... il problema è che in due ore l'insieme più grande è composto da 7 pezzi... il che dovrebbe essere un pò demoralizzante... neanche il bordo sono riuscita a mettere insieme... com'è facilmente intuibile, il soggetto in questione è quello qua a fianco "la ragazza con l'orecchino di perla"... sobrio, lo sguardo di lei in cui ci si perde, un pò, malinconico, la bocca socchiusa che sembra voler dire qualcosa ma non trovare le parole... mi piaceva, l'ho preso in mano al negozio e ho pensato "è lui, il mio puzzle"... è stata la prima scelta, questo enorme sfondo nero... come mi è venuto in mente di imbarcarmi in un'impresa simile... tutto nero... secondo me sono più di mille pezzi... me li hanno mescolati, con un altro puzzle, oppure, ipotesi più plausibile, gliene avanzavano un pò neri e li hanno messi nella scatola che poi mi sono portata a casa... si si è l'unica spiegazione per la mancanza di pezzi che dovrebbero avere un colore rosa/azzurro... si sono dimenticati di metterci i tasselli che compongono il viso al confine con la fascia azzurra... dopo due ore e 7 pezzi riuniti non può che essere l'unica vera, inconfutabile, risposta ad un esubero di nero e una carenza di colore...lo sapevo io che dovevo portarmi a casa "l'urlo"... molto più vario... tutto arancione rosso e giù di li... si sarebbe intonato di più con la parete della libreria... lo so , lo so, un pò da ansia, quando di sera accendi la luce e lo vedi lì che ti guarda con il panico e il raccapriccio ben delineato... comunque la seconda scelta è ricaduta su un altro picco di sobrietà "il giudizio universale" di Michelangelo... semplice semplice... quello non ho avuto neanche il coraggio di aprirlo ancora... troppo popolato per stasera... troppe facce, li però magari trovo i pezzi di azzurro che mi mancano qua... magari se mischio le due scatole qualcosa ci esce... comunque, tornando a noi, a me, qua insomma, tornando a queste serie di parole qua, insomma ci siamo capiti... ecco ieri sera, nel delirio più totale, perchè ieri sera nella mia testa c'era un concerto di pensieri e una riunione condominiale tutto alla stessa ora, avevano prenotato la sala tutti insieme e l'organizzazione si è confusa così c'era questa tempesta di parole che vorticavano libere e confusionarie, ho stabilito, con tutta la pazienza di cui sono capace, di mettermi li e diligentemente suddividere prima i pezzi dai bordi e poi fare una suddivisione interna per vaghi colori... giuro che ieri sera i pezzi di azzurro erano di più, sono scappati nella notte e si sono ridipinti dopo un rave con Michelangelo... comunque, ero lì, radio in sottofondo, silenzio nel resto della casa, talmente intenta a ordinare i 1000 pezzi che sono riuscita a dimenticarmi che mi stavo preparando la cena. si lo so sono un fenomeno... una meravigliosa sovra-coscia di pollo con pomodorini freschi, bruciata... una gioia sopratutto visto che non avevo voglia di cucinare altro, la mia pigrizia mi ha spinto a togliere il nero fumo,  staccare accuratamente i pomodori dalla padella per farli approdare direttamente nel bidone dell'umido e mangiare ciò che rimaneva del povero pollastro... ieri mi sentivo un vero e proprio genio del crimine... tante idee "meravigliose" in un solo giorno... che brava... un delirio, oggi almeno riesco a mettere insieme parole di senso quasi compiuto... ieri neanche quello... non devo andare a ruota libera... una tragedia... disconnessa da me, sorridere e non sapere neanche il motivo, perchè i miei neuroni avevano deciso di andare a farsi un giro... non si fa, Giordana non si fa... però ho capito una cosa, a me il cambio stagione fa malissimo! sono metereopatica a tratti... lo so, lo so è roba da prodotti di nicchia... ma io mi ci sento tanto, nella nicchia intendo... ora, sono consapevole che non si mette insieme da solo e che dovrei tornare da quei malefici pezzi che è palese che mi odino... ma mi guardano malissimo! quasi quasi, libero la piccola belva pelosa, un chilo e due di danno quasi perpetuo, e la lascio giocare nella scatola... mmm... idea interessante però il mio orgoglio ne sarebbe un pò risentito... per cui, credo che darò retta alla vocina interna e tornerò nel magico mondo di Vermeer e della sua amichetta... 

19 agosto 2010

il risveglio dopo la guerra...

come un guerriero dopo la battaglia, mi risveglio completamente dolorante, mi guardo intorno e sorriso stanca. si perchè sono ancora stanchissima, come dire ci vorrà qualche giorno per riappropriarmi dei mie muscoli e delle mie ossa. per il momento comandano loro e io mi ritrovo in una posizione assurda e scomoda ma pare che sia l'unica che non disturba il mio scheletro.
mi sono alzata e sonno andata a farmi il tea e... non c'era neanche un libro per terra a formare enormi pile minacciose. alla fine le ho battute tutte... ho vinto io, loro è più numerosi ma io avevo un piano, ok non si è rilevato il più efficiente, però sono donna, la strategia vincente per la ristrutturazione io nel dna non ce l'ho. sono una creativa, così il bianco l'ho dato con il letto che sovrastava la zona lavoro, mi sono incastrata sotto i mobili e ho fatto un bizzarro percorso agli ostacoli per arrivare in tutti i punti delle pareti. avevo a tenermi compagnia un numero non ben precisato di oggetti vari ed eventuali. sono anche riuscita a buttare via cose mi trascinavo dietro da quasi tre traslochi e che no non mi sono mai serviti. donne siamo meravigliose per queste cose.borse orribili comprate ai tempi della scuola "ma magari un giorno mi serve". NON è VERO! non hai niente nell'armadio che ci si abbini, è orribile e anche tu ti stai chiedendo "ma come facevo ad andarci in giro". erano gli anni '90, si vedevano per strada cose orribili, non è grave!
così, con 5 mensole più, 4 sacchi di spazzatura, 3 passate di aspirapolvere e l'aiuto da casa per montare le mensole con il trapano (no, non ho fatto ancora pace con il malefico attrezzo), ho finalmente di nuovo una casa. ok ho due o tre rifiniture da fare, ma ci vuole poco e le faccio domenica, che oggi solo muovermi mi crea dolore...
mi guardo intorno e vedo una camera che ho scoperto essere a curvatura, perchè una camera normale non può contenere tutta quella roba, però adesso è tinta unita vinaccia, sgombra (sembra enorme rispetto a prima), ho il resto della casa con i libri al loro posto e i fumetti con una casa nuova, presto avrò anche una parete rossa.
e poi ci sono loro, i pelosi, che per i tre giorni dei lavori impegnativi hanno provato ad aiutarmi, a modo loro, tirando giù pile di libri, provando ad infilarsi dentro il secchio della vernice e chiedendo coccole nei momenti meno opportuni... però mi guardano e partono con le fusa in stereo... non mi resta che andare a sedermi sul mio bel pavimento pulito e sgombro e andarli a coccolare, d'atronde, anche loro hanno lavorato e vanno premiati...

17 agosto 2010

riordinando...

A parte che si Mattia aveva ragione e i libri, nel silenzio della notte, lasciati accatastati da soli senza chaperon si sono riprodotti e così adesso mi trovo con la necessità di acquistare nuove mensole... comunque, riordinando i libri ho fatto un piacevole salto nel passato...
e così mi sono ritrovata arrabbiata per il mio primo fidanzatino a leggere fino a consumare i volume "l'amleto", poi ho rivissuto l'adolescenza decadente (non socializzavo tantissimo neanche da più giovane) partita da erasmo da rotterdam arrivando a nietzsche passando fra baudelaire e rimbaud e l'allegro schopenhauer... ho avuto anche un momento freud ma grazie a dio è passato veocemente. poi c'erano i libri regalatomi dal primo uomo che pensavo di amare e che invece si era rivelato un pazzo serio, e così torna alla mente kafka (sempre allegria portami via) e una bella fetta di bibliografia di king... poi ci sono i libri del primo convivente, con le parole di dedica in cui ricordo di essermi persa e di essermi fatta conquistare da quel piccolo, buffo ometto... le dediche, tante, di tanti si lo devo ammettere e attraverso ogni volume, ogni dedica ho riaperto la scatola dei ricordi. bello, un viaggio piacevolissimo, fino ad arrivare all'ultimo libro regalatomi, l'anno scorso, dove la dedica era un biglietto di compleanno... perchè non tutti scrivono sul libro.
io personalmente lo faccio, sempre. per renderlo unico. perchè in fondo una dedica è una piccola parte di te, è fermare un pensiero verso qualcuno... mi piace. regalo sempre libri che ho letto. un libro per ogni occasione.
amleto o il mercante di venezia quando sono arrabbiata, oceano mare o castelli di rabbia quando voglio chiudermi ermeticamente in me, natura morta con picchio quasi una volta all'anno, perchè mi riporta sorridente alla realtà, "non è mai troppo tardi per farsi un'infanzia felice", pensiero sempice ma ti regala un punto di vista che spesso tendiamo a trascurare.
un ricordo per un libro. e so come sono passata da blake a jeff noon vedendo la mia vita sui dorsi delle copertine. mi piace, non potrei mai liberarmi di nessun volume. e così compro mensole, per ampliare la libreria. perchè con questa soluzione anche la mia libreria è in mutamento, come me, come la vita che è sempre una gran bella scoperta, ogni giorno...

15 agosto 2010

lavori in corso

domenica d'agosto che... no caldo non posso proprio dirlo, si sta benissimo! la città sonnacchia, la musica scorre ed è ferragosto, per cui uno pensa "amici, sole, prati, relax" tanto più che domani ricomincia anche a lavorare (con un entusiasmo che lascia fare...)... invece io cosa riesco a partorire in una giornata simile? "che bello non è troppo umido, smonto la libreria e ridipingo le mensole". certo. momenti di genialità. ma avevo trascurato alcuni punti... il mio piano era sulla carta MOLTO più funzionale che nella realtà. punto uno: sulle mie mensole, lontano dalla portata dei miei pelosi, vicino ai libri, negli anni sono comparsi tantissimi oggetti. ok ricordi, che sono sopravvissuti a tanti traslochi, fotografie, tazze ricostruite amorevolmente dopo il disastro di 2 anni fa... uno scatolone intero di oggettistica. ho anche provato a buttare via qualcosa, giuro che ci ho provato, ma il sacchetto della spazzatura è decisamente troppo vuoto rispetto ai piani... ok no panic, la guida diceva così.
punto due: i libri sulla libreria sembrano sempre molto meno rispetto al volume che poi acquistano una volta sul pavimento... 25 libri nel primo ripiano... l'unico che ho per il momento liberato... moltiplichiamo per 26 che è il numero delle mensole... più o meno 650. aggiungiamoci i libri piccoli che occupano meno spazio e quelli messi di traverso perchè ad un certo punto 26 mensole non bastavano più... direi che supero tranquillamente i 700...
ora, io ho un problema, non ci riesco proprio a buttare via un libro. per quanto non mi sia piaciuto, per quanto sia stato un regalo indesiderato, non ci riesco. è più forte di me. quasi come quando devo buttare via un paio di scarpe, mi muore i cuore...
il punto tre sarà: smontare le mensole e ridipingerle, due o tre per volta, perchè in fondo non abito in 300mq...
il quattro sarà il peggiore: rimontare la libreria, dopo attenzione attenzione... aver ridipinto le pareti...
e si perchè nel mio progetto non bastava spostare un'ala della biblioteca di alessandria... no ho anche progettato che avevo voglia di cambiare il colore alle pareti... che domani andrò a procurarmi... perchè sono tornata ieri dalle ferie, non ho avuto anche il tempo di recuperare la pittura... per cui per il momento sto guardando sconsolata una parete piena di libri che mi fissa sfidandomi... e io non so resistere alle sfide... forse per natale sarò riuscita a venirne a capo, naturalmente sul mio piano lavori il tutto dovrebbe essere concluso entro settembre... se decidessi di rispettare la tabella, dovrei convincere almeno un paio di amici a darmi una mano, ma a parte che dopo il trasloco nella casa precedente hanno un pò di timore quando li chiamo con progetti di ristrutturazione e poi perderei il piacere e la soddisfazione di esserci riuscita da sola...
la parte più geniale di tutto il piano è che io un trapano, non lo so usare... quando ci ho provato, ricordo questo mostro che creava piste gioco per ragni sul muro... sul colore invece sono più ferrata, non è inusuale che mi svegli e decida che è giunto il momento di cambiare colore...
il trapano è il mio tallone di achille... però... ce la si può fare...
NO PANIC!