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8 gennaio 2015

01/07/2014 #jesuischarlie

La satira è “un atto di rifiuto e come tale non può che essere acceso”. La satira è “una controaggressione che risponde allo smacco del Potere con uno sghignazzo che non può essere elegante”. La satira è “nata per mettere il re in mutande”. Per questo “il linguaggio della satira non può che essere virulento, sfacciato, insultante”
Dario Fo






Satira.  è la parola d'ordine di oggi. oggi che è un giorno tristissimo per tutti noi. sisi anche per quelli che non capiscono e ineggiano al complotto. anche per quelli che oggi hanno il "coraggio" di dire "eh se stuzzichi il cane...". per intenderci, anche per tutti questi ignoranti che si limitano a dire frasi a caso solo per sembrare più intelligenti di altri e avere il proprio momento di "popolarità". quelli che non capiscono che la satira è libertà, non solo di espressione. perchè è la satira che ci aiuta a sminuire le nostre paure. a ridimensionarle. è la libertà di poter prendere in giro il sistema, i potenti, le religioni. e di farle sembrare meno importanti di quello che vorrebbero farci credere. è il coraggio di esprimere idee, è la possibilità di farlo e l'intelligenza di capirlo. ieri non hanno solo ucciso brutalmente persone che si esprimevano con una matita, hanno colpito la libertà di tutti noi. hanno ucciso persone armate di un foglio e di pennarelli per le loro idee. e questo dovrebbe far paura. perchè non è una questione di religione, non è un complotto. è l'attacco ad un'idea e alla libertà di esprimerla. e questo a me terrorizza. perchè provare ad uccidere un'idea è sempre pericoloso. porta a conseguenze quasi sempre pessime. stamattina ho addirittura sentito al tg che il FN vorrebbe fare un referendum per ripristinare la pena di morte in Francia. e propongono quest'idea dopo un attentato ad un giornale satirico che non li risparmiava. fanno sciacallaggio elettorale sulla morte di persone che esprimevano le loro idee. è agghiacciante. ho letto commenti terrificanti. ma da vergognarsi. e davanti ad una tragedia così grande mi viene da chiedermi come abbiano potuto miei simili partorire frasi di così cattivo gusto. non capire che non è la religione il problema ma le persone. umani, bipedi, vagamente pensante che imbracciano un fucile e sparano dentro la redazione di un giornale satirico per uccidere umani come loro che esprimevano idee diverse dalle loro. eppure la storia è piena di esempi in cui si evince che uccidere un'idea è impossibile e per tentare di farlo si fanno solo enormi errori. eppure siamo qui, ancora oggi a parlarne. studiamo storia a scuola eppure ogni volta ci dimentichiamo. siamo la specie che si evolve peggio su tutta la terra. perchè le altre imparano dagli errori dei predecessori. noi no. noi ci indigniamo per un pò, cerchiamo un colpevole adducendo le scuse più assurde (giuro ho sentito gente parlare di complotto) e non pensiamo al gesto in se. alla barbaria e alla violenza che lo stesso comporta. uccidere un'idea e la libertà di esprimerla. non credo che mi stancherò mai di ripeterlo.  e ieri, quando ho visto il video del giornalista scappato su i tetti, di quelle persone che hanno ucciso una persona come loro già a terra prima di scappare, mi sono vergognata di non appartenere a qualsiasi altra specie. anche un vegetale sarebbe andato bene. 
persone che uccidono persone che la pensano in modo differente... non vi ricorda proprio niente? 
nel 2015 non dovremmo già esserci evoluti un poco? diamo la libertà per dovuta e non ne capiamo il vero significato. ci indigniamo ma non capiamo il perchè. siamo liberi di di colpevolizzare i vignettisti e non ci rendiamo conto che loro sono morti per la stessa libertà che ci permette di dire troiate enormi. la libertà è importante. la satira è un'espressione di libertà. eppure molti non capiscono l'importanza. non capiscono che se possono fare stupide e crudeli congetture è perchè qualcuno prima di loro ha lottato per ottenere quella libertà di cui loro abusano. hanno colpito il paese de "libertè egalitè fraternitè". invece di dire un mare di minchiate, fermatevi a pensare, almeno oggi. 
per cui ha ragione don alemanno, abbiamo sbagliato specie.
meriteremmo di essere conquistati dalle meduse...

p.s. scusate la confusione di oggi ma non riesco ancora a capacitarmi dell'accaduto. 

13 settembre 2011

Quando si dice alti momenti...

Ci sono giornate che partono come i diesel. ci mettono un po' a carburare. la sveglia suona ma tu non riesci proprio ad alzarti. a fatica ti trascini verso un lavoro che non concepisci e la tua giornata inizia. lentamente, uguale a tante altre, tic tac... e poi, quando non ti aspetti niente di nuovo... ti si apre un mondo. e ti ritrovi in uno di quei posti che neanche Alice. altro che tana del coniglio. oggi basta un sms a dare il la e una telefonata perché a scrivere tutto ci si mette troppo. e così, nella mia afosa giornata banale, il telefono ha dato un cenno di vita. da una persona che non sentivo da tempo. ma proprio tanto e le ultime volte neanche bene. il mio meraviglioso giorno di ilarità è iniziato così. con un "sei viva?" sullo schermo del cellulare. e già li ero perplessa, visto che l'ultima volta ero stata definita "infame" o giù di li dal personaggio in questione. se non ricordo male l'ultimo cenno di vita me lo aveva dato all'urlo di "tu per me non esisti" e stiamo parlando di un gioco, ossia, tutta la discussione era nata per un gioco on line... per cui il personaggio non è neanche stata questa gran perdita... comunque, procediamo con i miei alti momenti di oggi. viene fuori che mi deve chiedere alcune informazioni per cui domanda se può telefonarmi nel pomeriggio. la curiosità è donna e io sono femmina dentro per cui acconsento. ed è stata una delle telefonate migliori che riesca a ricordare.  soprattutto perché ho scoperto che si esistono ancora persone che credono alle nascite per mano divina. cicogna, cavolo o giù di li. ma cose da medioevo. da non crederci. ero allibita! lui inizia la conversazione dicendomi che vorrebbe sposarsi e fare una sorpresa per natale a tutte e due le famiglie. ok parliamo di uffici e comuni. niente di strano sulle prime. e poi... ha il coraggio di dirmi, o sconsideratezza, di dirmi che lei è incinta. ok mi congratulo apprendendo la notizia e per me finisce li. se non che mi viene un dubbio conoscendo il personaggio e chiedo "ma i tuoi come l'hanno presa?" "eh non lo sanno ancora". ok ci può stare. "e i suoi?" "non lo sanno con certezza".  e qua due domande ho iniziato a farmele. "XY scusa la domanda ma com'è possibile?" ed è venuto fuori una storia agghiacciante. nel senso che se mi immagino che questi due personaggi potrebbero procreare ed avere un pargolo da educare, mi si ghiaccia il sangue nelle vene. la vasectomia secondo me è sottovalutata. anche la chiusura delle tube. sono due interventi che sono additati ingiustamente. perché non è possibile fare un discorso del tipo "eh ma per certo non lo sappiamo neanche noi - pausa - abbiamo fatto un test ma era negativo però lei non ha avuto il ciclo, o per come dire, ha avuto una perdita piccola (?!?!?!?) poi è stata male un giorno e ha avuto un giorno di ciclo e poi basta (EHHHHHHHHHH!?!?!?!?!?!?!MMA CHE MINCHIA STAI DICENDO?!?!?!?!?!?). però ha male al seno e degli sbalzi di umore da un momento all'altro (certo perché non può essere suggestione, nono è un CHIARO SINTOMO di gravidanza, il ginecologo mica ti chiede quando hai avuto l'ultimo ciclo, ti domanda invece quando hai avuto l'ultimo sbalzo di umore repentino, non fa una piega... -.-)" provo a spiegargli che FORSE, sottolineo forse ppiù volte per non intaccare la sua sensibilità (AHAHAHAHAHAHAHAHAHAH lo so rido da sola solo rileggendo l'ultima frase) sarebbe meglio andare dal medico o rifare un test di gravidanza. ma mi direte cosa ne posso sapere io? sono sono una donna... e mi sento dare una risposta STU-PE-FA-CEN-TE!
"eh ma abbiamo guardato su internet (perché la gente continui a studiare medicina quando c'è internet a disposizione proprio non capisco...) e abbiamo fatto i calcoli". ho pensato, perché esprimere questo pensiero mi sembrava troppo per il suo fragile equilibrio e troppo per la sua mente decisamente troglodita, "MA SEI SCEMO?" e ho invece detto "ok XY, ma un altro test potreste farlo..." "aspettiamo il 16" "scusa, ma perché proprio il 16?" "eh perché il 16 dovrebbe venirle il ciclo (WTF????????) e i calcoli che abbiamo fatto ci assicurano che quando lei era nel periodo giusto noi ci abbiamo dato dentro per cui aspettiamo il 16, poi SE MAI va dal medico" (WTF??????????????????????). a questo punto trattenere l'ilarità è stato difficilissimo. ma proprio tanto, anche perché c'era una vocina dentro di me che mi suggeriva che forse era tutto uno scherzo. e invece no. è tutto vero. ci sono due persone, che per la società sono in grado di procreare, che pensano che fare calcoli leggendo internet e poi affidarsi al proprio istinto sia più certo che andare dal medico a fare una visita o anche solo sottoporsi ad un esame del sangue. stavo per chiedergli quanto tempo fa aveva scritto alla cicogna ma ho preferito vedere fin dove arrivava. e ho fatto bene. perché è venuto fuori, che di due che sono, non sanno leggere e comprendere un testo trovato su internet, o non hanno idea di come fare una scrematura dei risultati trovati. perché loro il calcolo lo fanno da quando è terminata l'ultima mestruazione, ossia una settimana dopo qualsiasi ginecologo. sei indietro di una settimana. e già questo non denota una certa connessione fra i neuroni. poi ti affidi di più al tuo desiderio di paternità che alla tempistica scientificamente provata. già solo il fatto di partorire il pensiero "il test era negativo però lei ha degli sbalzi d'umore forti" come sintomo di gravidanza mi spaventa. ma non perché potresti mettere al mondo un figlio, nono, ma perché tu quel figlio lo tirerai su, lo educherai, gli passerai principi che verranno creati dalla tua mente, la quale, palesemente, non è pronta. se Darwin avesse avuto ragione, tu non saresti stato un elemento forte. tu non ti saresti mai riprodotto. una selezione naturale vera non avrebbe mai permesso che due elementi come voi potessero procreare. per assurdo potrei ancora concepire un deficiente (in senso stretto) nella coppia. ma due su due è matematica, non potreste mettere al mondo un figlio in un universo in cui la selezione naturale avesse peso. perché due imbecilli che crescono un esserino ricettivo possono solo farlo crescere come un contadino del medioevo profondo. quel periodo in cui se avevi troppi nei venivi arsa come donna toccata dal diavolo. 
non ha nessun senso. ho quasi il sospetto che se avessi insistito per mandarli dal medico mi sarei sentita dire "ERETICA!" con tanto di forconi... 
c'è un esperimento, non ricordo di chi ma farò una ricerca per trovare la fonte esatta, su dei topi. hanno preso due topi che si sono dimostrati i più intelligenti del gruppo e i due più stupidi. figlifiglifigli... alla fine hanno preso i più stupidi in assoluto e i più intelligenti. quattro contenitori. due vuoti e due pieni di tunnel e giochini. alla fine il risultato è stato che il topo più stupido cresciuto in un ambiente stimolante era più intelligente del topo intelligente cresciuto nel nulla. ergo, la vita è una questione di tunnel. non avendo noi degli scienziati che ci prendono e ci fanno accoppiare dandoci anche un ambiente in cui crescere, quante sono le possibilità che due stupidi come quelli sopra raccontati possano offrire ad un bambino un'infanzia piena di tunnel? NESSUNA! ma proprio NESSUNA!
anyway, a me hanno regalto alti momenti, figuratevi, cinismo cin stupidità non può che uscirci un gran pomeriggio divertente. devo essere onesta che non pensavo che si potesse arrivare a tanto, non quanto meno fra la gente con cui ho avuto a che fare, anche solo in amicizia. e invece... il bello della vita è questo, non si smette mai di imparare. 
e di ridere.
e lo so che potrebbe essere visto come un atto di cattivo gusto ridere della stupidità altrui ma... MA NIENTE! non potevo parlare seriamente con un elemento simile su! ognuno di voi sarebbe rimasto quantomeno perplesso. su.... la ricerca su internet... i calcoli personali vs la medicina.... sembra realmente fantascienza.
alti momenti. alti alti momenti... 
e per chiudere, un segreto rivelato, (per chi fa ricerche su internet...) 
BABBO NATALE NON ESISTE!

29 maggio 2011

Much Ado About Nothing

Much ado about nothing.
Molto rumore per nulla.
William Shakspeare.
Sisi, proprio lui, il bardo di Stratford-upon-Avon, detto anche il posto impronunciabile... 
comunque lui, quello li, tutti lo abbiamo studiato, acuni lo hanno odiato, altri o amano tutt'ora. io faccio parte dell'ultimo gruppo. 
ora, molto rumore per nulla.
vista tre volte in una settimana.
sisi come i maniaci.
la prima volta:
al Globe theatre, con tanto di musicisti con strumenti finta epoca sul palco, gesti che finchè non li ho visti neanche ricordavo, costumi dall'odore di armadio invecchiato. emozionante. fuori dal tempo. posto da popolana, in piedi, appoggiata al paco, a guardare gli attori dal basso in alto che quasi ti viene il torcicollo.
Benedict che guarda imbarazzato Beatrice e a occhi bassi con una tempistica lunga per scandire le parole bene in modo che prendessero corpo e che venissero recepite, dice "I do love nothing in the world so well as you.- is not a strange?".
un teatro che sospira all'unisono. giovani e meno giovani con occhi languidi e trasognanti che guardano lei con aspettativa e invidia.
si invidia, come se nella pausa fra la battuta di lui e la risposta di lei si rendessero conto che non hanno mai avuto un momento così romantico in tutta la loro vita e che un Benedetto così loro non lo incontreranno mai, perchè dopo che hanno visto lui tutti gli atri uomini appaiono come dei bifolchi. solo Shakspeare può riuscire in un impresa simile. perchè se andiamo a ben vedere, un uomo che ti guarda e pronuncia timidamente "non c'è niente al mondo che amo più di te. - pausa - non è strano?", può ottenere solo un paio di reazioni che sono: una sonora risata, nella migliore delle ipotesi, o un sopracciglio alzato e talmente tanta perplessità nello sguardo che acquista volume fisico, diventa tangibile, quasi si mette a parlare. non regge. se lo scrive il bardo invece, diventa romantico. il contesto, la tempistica, perchè non è il momento in cui ti aspetteresti una frase simile. voglio dire, lei è in lacrime per via della cugina, lui prova a consolarla, lei tira fuori rabbia verso Claudio, un imbecille che quasi non ce n'è, la stupidità personificata e lui, Benedetto la guarda e dal niente ti tira fuori una frase così. che inglese suona meglio. e si un pò Beatrice senza fiato rimane. e tu con lei. ai giorni nostri non reggerebbe, ma niente della storia risulterebbe credibile. non vi faccio spoiler se non la conoscete che magari vi viene la curiosità di andarla a vedere. merita. 
anyway, dicevo, prima di perdermi, che sono andata a vederla tre volte in una settimana. quella di cui sopra e poi due volte, si avete letto bene, ieri e oggi, per essere precisi, nello stesso teatro con la stessa compagnia... c'era Tennant che faceva Benedict. questo è stato il motore per il primo biglietto acquistato d'impulso. stasera ci tenevo a rivederla. 
ok lui è uno di quegli uomini dinoccolati, alto, che pesa 40 kg bagnato, con gli occhi che ti ci puoi perdere dentro da quanto sono grandi e io personalmente, li ho trovati tristi. ma tristi malinconici, che è n pò il genere che piace alle donne, siamo oneste. l'insieme, almeno a me, scatena tenerezza da una parte e ormone selvaggio su di un cavallo al galoppo che vi lascio immaginare.
per cui lo vedo in cartellone e si compro il biglietto. 
ambientanzione anni 80, pieni pieni, con tanto di pianola casio, festa in piscina e musica d'annata. lui, che per me può dire quello che vuole che suona comunque bene, in un fiato solo si dichiara a Beatrice. con a pausa che diventa una pausa comica, tanto che ala risposta di lei, il teatro scoppia in una sonora risata. fa effetto lo stesso però, ecco, come dire, la reazione è n pò diversa. io patisco le trasposizioni. voglio dire è stata scritta alla fine del '500, perchè devo ambientarla in una famiglia stie soap opera, togliere il fratello del suocero di Claudio, metterci la moglie e cambiare qualche battuta per combaciare il tutto? hai già un testo che va via da solo, si inscena da solo, fa tutto lui, tu devi solo indicargli chi interpreta chi e lui pensa al resto. perchè? dimmi perchè?
comunque sia, tutta la compagni bravissima, i due protagonisti brillanti e divertenti. e non lo dico solo perchè ho una certa passione per Tennant. obiettivamente è proprio bravo bravo bravo bravo... bravo...
stasera, sono andata a vederla ancora perchè in fondo quel romanticismo che se ci cado dentro dal vivo mi procura perplessità, a teatro mi fa fare proprio "ohhhh", ma di quelli belli. mi lascio rapire dal testo e quando finisce ci resto pure male. e lo so che le commedie in questione sono tutte uguale, è palese che abbiano lo stesso identico schema, però non ci riesco a fare nulla, mi lascio trasportare, nei tormenti di amleto, nel dolore di tito, nella voglia di rivalsa di shylock, nei sogni di una notte di mezz'estate.
non c'è niente da fare, è morto da 400 anni abbondanti ma procura ancora emozioni nuove ogni volta.
semplicemente unico. perchè come scriveva lui non ne ho più trovati...
si ho aspettato entrambe le sere Tennant fuori dal teatro, vi dico solo che ho fatto amicizia con una delle maschere, Steve, da quanto tempo ci ho passato in due giorni li intorno... però è bello sentirsi ancora un pò stupidi, come quando si era ragazzini... fa sorridere sempre e sorridere fa proprio bene al cuore...

17 marzo 2011

ci sono tante cose...

ok, come al solito sono rimasta indietro... e ho accumulato un pò di argomenti che sarebbe stato carino trattare, dalle bamboline minorenni dello psiconano, alla riforma della giustizia, che si il solo pensiero mi fa un pò rabbrividire ancora, ai 150 anni dell'unione d'Italia, dalla più leggera vacanza londinese, alla più drammatica situazione giapponese. che mi lascia senza parole, perchè ho guardato per giorni le immagini che ci passavano, ho sentito resoconti sul campo da parte di amici/conoscenti che là ci abitano, e non ho sono riuscita a trovare nessuna parola per esprimermi in proposito, perchè in fondo non ci sono parole. per descrivere l'impatto che ha avuto su di me, per descrivere la miriade di emozioni che mi ha provocato. non le ho proprio trovate, ho passato un pò di tempo davanti ad una pagina vuota e non c'era verso di riuscire a scrivere una sola lettera.
per cui ho deciso che avrei ricominciato a scrivere parlando di un argomento per il quale le parole non mancano, mai ed  è un argomento decisamente più alla mia portata in questo momento.
l'amicizia. ci ho pensato ieri sera, che ho trascorso una piacevolissima serata davanti a qualche guinness con un amico di vecchia data.
e mi son resa conto che di Amici amici ne ho proprio pochi ma sono così preziosi che proprio non riesco ad immaginare tutti questi anni senza di loro.
fanno parte di quella categoria di persone che non scegli se avere o no nella tua vita. ci sono, punto. sono più di una familiare, perchè i parenti non te li scegli te li trovi semplicemente e te li deve tenere, volente o nolente. sono persone che hai incontrato e con il tempo sono diventate parte di te. e si ci è scornati, si è litigato, ma fare pace era la cosa più naturale di questo mondo. è normale avere a volte idee differenti. il difficile sta nel non perdersi mentre si esprimono.
e così io ho questi due ometti qua, buffi entrambi, un pò eccentrici per i più. e li ho da talmente tanti anni che non penso neanche che prima di incontrarli non ci fossero. e mi sono stati vicini nelle delusioni in cui sono inciampata e uno dei due la frase d'esordio che ha sempre usata vedendomi con il muso lungo è stata "cosa ti avevo detto?" che se fosse qualcun altro un pugno in faccia non glielo leva nessuno ma è lui per cui mi limito a sorridere e a provare a trovare parole che possano perorare la mia causa. ma in fondo ha ragione lui, è incredibile come un sociopatico come lui riesca a  non sbagliare un colpo sulle mie relazioni sentimentali o meno.
e poi c'è l'altro, buffo dal primo incontro a 12 anni dopo. c'è sempre stato, con la sua battuta che mi ha sempre fatto ridere tantissimo nei momenti peggiori, con la sua pazienza nell'aprirmi l'usci di casa alle 2 del mattino in lacrime e ad abbracciarmi senza dire parole, perchè alcune circostanze non avevano bisogno di parole.
per loro ci sono sempre stata come loro per me. e magari passano mesi prima che ci si riesca a vedere ma quando siamo insieme, non sembra che sia mai passato.
ed è una sensazione bellissima, sapere che ci sono.
sapere che se suona il telefono e sono loro, avrò sempre tempo, sempre spazio.
negli anni ho avuto anche un'amica che consideravo così, che poi si è rivelata solo una bufala della peggior specie, perchè una delusione così nessun fidanzato me l'ha mai data. perchè da un amico ti aspetti qualcosa di meglio di una frase stupida e senza senso. quelle sono le giustificazioni di pseudo fidanzati che ti lasciano. non di una persona che consideravi parte della tua famiglia alternativa. comunque ci sta, ognuno in fondo sceglie la propria strada.
così da tre me ne sono rimasti solo due. e sono contenta così. sono persone speciali. e come ad ogni fidanzato è sempre stato detto, se su una torre devo scegliere fra te e loro non pensare di salvarti...
tutta questa lunga filippica solo per provare a dire grazie, ad entrambi, per sopportarmi da così tanto tempo e così bene, di dirmi quello che pensate in faccia e di accettare le mie opinioni. grazie, essermi vicini.
grazie di esservi fatti trovare.

18 ottobre 2010

il vaso di pandora

ogni tanto capita, che si inciampi in una scatola che ha più anni di quelli che le daresti. quelle cose che non ricordi di aver salvato e che comunque sopravvivono a tutti i traslochi.
così, ho preso a mia scatola a fiori e aprendola ho trovato un mondo lontano ma che ho scoperto essere ancora vivo nei ricordi. quegli angolini che ci sono ma che non si sa bene dove siano finiti sotto gli anni inesorabili che passano.
Federico. la scatola porta quel nome. ne ho altre 3 di cui l'ultima chiusa 2 anni fa in un grande barattolo di nutella. 
4 uomini sopravvissuti nelle loro zattere. 
Federico è stato il primo. che abbia vinto una scatola, s'intende. nella cronologia è stato l'uomo numero 2.
11 anni più di me, 16 io, 27 lui. 50 lettere. alcune di una consistenza biblica. 
consegnate a mano, spedite. si parlava di filosofia. di persone, di punti di vista. di gusci, io a 16 anni ero ottimista sulle possibilità delle persone lui era un pò più realista e cinico. io credevo che con e giuste leve si potesse rompere qualsiasi guscio se la persona meritava lo sforzo. lui no. alla fina lui ha spezzato il suo. e lo ha fatto per me. parlavamo di siddartha, si io a 16 anni leggevo hesse. e mi piaceva e ci imbastivo lunghe discussioni con quell'uomo improbabile. su demian ci abbiamo parlato per 3 mesi. il libro si legge molto più velocemente. lui provava a spiegarmi che "l'essere sua" non fosse in senso stretto, ma qualcosa di più ampio, di più leggero. sua, nonostante tutto, nonostante il resto, nonostante il mondo esterno. appartenenza. sua a prescindere. un concetto che ci ho messo anni a capire e che non ho legato a lui fino a ieri sera. quando ho ripreso la lettera in mano. in cui mi spiegava il suo punto di vista. mi parlava con le canzoni, i pink floyd hanno occupato intere lettere, i beatles, bob dylan. ricordo ancora quando ho aperto la missiva con I want you. c'era anche la cassetta. ricordo le sensazioni e la felicità. è stata la prima volta che mi sono sentita esattamente al mio posto. e non l'avevo neanche capito.
Devo parecchio a Federico, se oggi sono così. ho fatto l percorso che mi stava spiegando, in anticipo sui tempi. 
in fondo alla scatola c'era un regalo di compleanno, un 45 giri dei Queen, "somebody to love" datato 22/04/1977, esattamente due anni prima della mia nascita. preciso preciso. lo aveva trovato in una bancarella. c'era anche la dedica di chi lo aveva comprato due anni prima "a teresa, per rendere speciale un giorno qualunque".
delicato, lieve, come un sospiro. eppure piena di significato, nella sua semplicità.
se a 16 anni mi fossi semplicemente adeguata ai coetanei, non avrei mai vissuto quei due anni significativi e no non sarei così. 
ok magari avrei avuto una vita sociale più intensa, ma non mi è mai interessato essere popolare. alla fine dei conti no non potevo adeguarmi a me non interessava andare in discoteca. io leggevo. la sociopatia non era poi neanche troppo latente... non la nascondevo già all'epoca.
mi è piaciuto crescere senza facebook e telefonini. non guardavo la televisione. leggevo e scrivevo. mi manca la carta e il pennino. 
mi piaceva parlare ore e ore con quell'uomo li.
per cui, aprendo il vaso di pandora, non mi resta che rispondere alla dedica che Federico mi aveva fatto sulla sua tesi di laurea, "a te che sei passato mimetizzato da insegnamento interno attraverso tutti questi anni e sei rimasto in ogni istante" se sono così, tanto lo devo anche a te. 
Grazie di essere passato dalla mia vita, semplicemente.

27 luglio 2010

Gli uomini passati sulla mia strada...

Siete stati tanti, non lo nascondo. Sarebbe inutile e senza senso credere che siate stati pochi e tutti indimenticabili... e poi non vedo neanche perchè dovrei farlo, voglio dire non vi ho mai nascosto i predecessori... per cui, in attesa dell'incontro di qualche post fa, ho deciso di darvi il giusto peso.
Di alcuni di voi, lo ammetto, quasi non ricordo il nome, si ho avuto un paio di anni di libertinaggio folle, ma ero giovane e vi assicuro che ne avevo bisogno... Per cui mi scuso con le avventure di una notte, quelle in cui vi cacciavo da casa ad un orario improbabile della mattina e vi promettevo che vi avrei richiamato. No lo so non l'ho mai fatto, ma d'altronde non penso che voi avreste fatto diversamente, i patti erano sempre stati chiari...
per tutti quelli che restano ho da ringraziarvi.
si si avete letto, comunquee sia finita, se siamo riusciti o meno a mantenere i rapporti amichevoli, io vi devo ringraziare.
per tantissimi motivi fra l'altro, non solo per essermi stati vicino per parte della mia vita.
mi avete insegnato tantissimo, avete coltivato la mia curiosità sconfinata, mi avete fatto vedere punti di vista ai quali non sarei mai arrivata da sola.
e così ringrazio l'uomo che per 5 anni ha condiviso la sua vita con me. te più di tutti. non poteva funzionare, su questo siamo d'accordo, troppo giovane io, troppo amareggiato tu. però tu sei quello che mi ha aperto la mente al mondo. si si hai letto bene. ricordo ancora la prima cosa che ho appreso da te: il cibo commestibile, va oltre la cucina della mamma. lo so è buffa come cosa, però ricordo ancora la tua prima cucina sperimentale. e poi hai reso la mia mente elastica, mi hai tirato fuori dalla decandenza adolescenziale, dimostrandomi che dopo il 1800 erano stati scritti libri che valeva la pena leggere, mondi che si potevano costruire, mi hai insegnato che si può giocare anche essendo adulti e che dopo i Pink Floyd erano state incise canzoni che valeva la pena ascoltare e fare proprie. e anche quando litigavamo, nel nostro modo a volte violento, a volte silenzioso, spesso fatto di prese di posizione che nessuno dei due voleva cambiare, ho imparato quello che volevo e su cosa non ero disposta a cedere. mi spiace averti lasciato sotto natale, mi spiace averti fatto male, mi spiace che fra me e te si sia creato un profondo solco di silenzio. ti devo tantissimo, se oggi sono così, è anche merito tuo. grazie.
in seconda battuta vorrei porgere la mia riconoscenza a te, che mi hai fatto capire che il sesso è 1 la cosa più appagante che si possa fare in due, 2 che i limiti si possono sempre superare, 3 che la pudicizia è uno stupido concetto inculcatoci in testa da una società bigotta e spaventata dalle proprie perversioni e 4 ultimo ma non per importanza, che il miracolo dell'erezione è sottovalutato... con te è finita così com'era iniziata, tu mi hai insegnato a giocare sotto le lenzuola ( in senso figurato s'intende) e io a costruire, con un'altra donna, perchè per come siamo fatta no non poteva funzionare.
poi ci sei tu a cui devo l'insegnamento dell'uso della parola NO. sei stata una piccola saetta ma hai lasciato comunque il segno.
il dispiacere lo devo a te, che con i tuoi enormi occhi mi hai insegnato che non sempre quello che faccio o dico è indolore per me. nonostante sia la decisione giusta e il peso alle parole venga dato con molta attenzione. ha fatto male anche a me, ma non mi ci ritrovavo proprio più nei tuoi occhi e non sono abituata ad assecondare una situazione "comoda" solo per non stare sola.
tu invece mi hai fatto capire che non sono sempre io la causa dei malesseri altrui, spesso sono già li e in quel caso, con il senno di poi, erano proprio palesi. e mi hai accusato e fino ad un certo punto te l'ho concesso, perchè in fondo, sfogarsi credo che faccia bene, ma non sono io la causa del tuo odio verso la vita.
a te invece devo tantissimo, perchè con le tue manie mi hai fatto scoprire interessi che mai avrei pensato di prendere in considerazione, stando con te ho imparato che la costanza che ho è più forte di quello che pensavo.
non dimentichiamoci te, uomo talmente assurdo che quasi non ci si crede... tu sei riuscito a farmi capire che la pazienza che posseggo, può essere pressoché infinita e che i concetti e le situazioni posso riuscire a spiegarli almeno in 4 modi per provare a farmi capire, 1 con le parole dette a modo mio, 2 con e parole che si direbbero ad un bambino, ma senza offenderti, 3 con i disegni 4 con un'enormità di esempi che si avvicinano al tuo modo di ragionare seppur distante dal mio.
l'ultimo che devo ringraziare, almeno per il momento, sei tu, dal quale ho imparato che ci sono persone che non puoi scegliere se avere o meno nella vita, ci sono e basta. e che noi, come Amici, funzioniamo decisamente meglio. e Amico non rende l'idea, sei più che altro il mio punto di vista al quale da sola non arrivo. ti ringrazio di avermi accompagnato in tutti questi anni, perchè se ripenso al passato non so proprio come avrei fatto senza di te.
con ognuno di voi ho imparato qualcosa, ho assorbito come una spugna, ho fatto domande e ho sempre ottenuto risposte. ho scoperto che gli uomini hanno degli hobbies a cui una donna non arriverebbe mai e sono quasi tutti interessanti e meritevoli di approfondimento. tranne il calcio, che quello mi spiace non l'ho proprio mai capito, ecco l'unica cosa che i mio primissimo uomo mi ha lasciato (oltre ad una serie di racconti su dei regali orribili) la simpatia per l'inter, dopo quasi due anni a sentire tutte le partite la domenica poi uno simpatizza per forza! :)
spero che aver creato per voi storie in cui potersi staccare dalla realtà, mondi in cui perdersi, giochi che vi hanno fatto sorridere e tutto quello che sono riuscita a metterci, vi abbia lasciato qualcosa d'importante, come voi avete fatto per me.
grazie, ad ognuno di voi di avermi accompagnata per un pezzo di strada, più o meno lungo.

24 luglio 2010

ciao, è una vita che ti aspetto...

ciao,
è una vita che ti aspetto.
non so ancora qual'è il tuo nome o forse lo so e non ci siamo ancora riconosciuti, però non si può riuscire perfettamente sempre in tutto. per cui, mentre aspetto di riconoscermi nei tuoi occhi e di ritrovarmi, ti scrivo, perchè è l'unico mezzo che mi viene in mente.
mi innamorerò dei tuoi difetti, perchè è meraviglioso sorridere delle pecche altrui, non te li farò pesare te lo prometto. so essere paziente e so guardare il mondo da diversi punti di vista quando ne vale a pena. e con te, e per te ne varrà sempre la pena.
ti lascerò i tuoi spazi in cui coltivare quelle meravigliose manie che voi uomini riuscite ad avere e tu mi lascerei i miei, perchè in fondo l'equità è una gran bella cosa...
ti mostrerò le mie debolezze, perchè è giusto non nasconderle, ho tantissimi difetti, ma sono sempre me stessa. non cambierò per te e non ti chiederò di cambiare, perchè non saresti la stessa persona che ho aspettato.
so che discutere con me non è semplice, visto che mi aggrappo alle virgole e alle pause che userai, però non lo faccio con cattiveria, è che con gli anni ho sviluppato questa propensione per spuntarla sempre, però se sbaglio lo ammetto e mi prendo le mie responsabilità. non mi tiro indietro davanti alle sfide che reputo importanti. ti ascolterò, ti abbraccerò quando ce ne sarà bisogno. ti aprirò il mio cuore, perchè, in fondo, ti è sempre appartenuto.
puoi entrare nel mio mondo ed esplorarlo come meglio credi non ti metto limiti. e non per accondiscendenza, ma perchè è naturale.
costruirò per te mondi in cui nascondersi nei momenti bui, o quando semplicemente si vorrà chiudere il mondo fuori.
ti dimostrerò che fare le bolle di sapone è catartico, divertente e soprattutto sottovalutato in età adulta. è bello non dimenticarsi che siamo tutti ancora un pò bambini.
coloreremo insieme l'orologio che segna il tempo rimanente, per renderlo unico.
ti amerò per quello che sei e spero che tu mi amerai per quello che sono.
e faremo l'amore, scoperemo, faremo sesso, non ci saranno pudicizie, perchè è la sensazione più bella che conosca...
e sopporterai la mia mania per il cioccolato... e sapremo prenderci in giro l'un l'altro senza offesa, ridendoci sopra.
e ci saranno momenti difficili, perchè quelli ci sono sempre, non posso prometterti che sarà solo un campo fiorito a giugno con i venticello... ma li sapremo superare
perchè siamo fatti per stare insieme, semplicemente...
ho emozioni da regalarti
sto solo aspettando il giorno in cui ci riconosceremo...
...e lo sto facendo sorridendo...