17 maggio 2011

"strappami il cuore e getta il mio fegato ai cani"

- come stai?
-ma che domande fai? lo sai che odio le domande stupide.
- no veramente come stai?
- domanda retorica o reale interesse?
- ora sei tu che fai domande stupide
- non dire idiozie, hai iniziato tu.
- ok ma tu non divagare e rispondi, se no è inutile che siamo qua
- ah allora lo fai per quello, per fare conversazione
- ma quanto sei stupida? ho chiesto come stai
- ok cito un film "strappami il cuore e getta il mio fegato ai cani"
- mmm, lo prendo come un "potrebbe andare meglio"?
- stupido
- anche tu, Sheakspeare in love non è proprio una grande citazione, mi aspettavo di meglio.
- vedi è questo il problema, l'aspettativa, voglio dire, dimmi cosa vuoi sentirti rispondere, qual'è la citazione che preferisci e verrai accontentato.
- polemica, come al solito. tu come stai?
- "non è cambiato niente il tempo no..."
- no dai Baglioni è troppo anche per te, su sii seria
- è una domanda che odio, lo sai bene che la trovo una domanda subdolamente inutile.
- ok proviamo così, in quale fase di rinascita sei?
- mmm iniziamo a metterla sul filosofico... lo sai che non riesco a resistere a certe cose
- pare che sia l'unico modo per conversare con te... istigarti un pochino...
- ok rispondo, senza citazioni di bassa lega.
 sono come un Baglioni con la filamornica di londra...
- lascia Baglioni dove sta
- ok ok. ma come sei tignoso oggi
- sempre stato e lo sai
- ti direi triste
- il mio essere tignoso?
- no imbecille. ma non rende l'idea. perchè non è realistico, se fossi una canzone dei pink floyd ti direi confortably numb, ma poco confortably... apatica e profondamente triste. sono un pozzo di tristezza. di quelli senza fondo. mi hanno detto che devo confidare in dio. ho risposto che agli amici immaginari ho rinunciato in infanzia. anche il mio amichetto immaginario aveva fattezze reali, era un pupazzo. era tangibile. per cui no in dio proprio non ci riesco a credere e mi vien da ridere al solo pensiero di rivolgermi a lui. a parte che non mi ci vedo proprio a parlare con il nulla.
sto. ecco si rende l'idea, sto. se c'è la luce è giorno, suona la sveglia devo andare al lavoro, se è buio è sera. niente da dire, niente che abbia voglia di ascoltare. trovo tutto stupido. inutile.
come sto? annego nella tristezza che non so tramutare in parole.
- direi che non va male, ti ho visto peggio in questi anni
- anche tu hai ragione ma sottovaluti che stiamo invecchiando, sono un pò stanchina
- lo siamo tutti, tu semplicemente ora accusi un pò di più
- si va bene però... come dire... un attimo di tranquillità speravo di essermelo meritata...
- fai un viaggio, è quello che fai sempre e di solito ti aiuta a respirare
- parto presto, non te lo avevo detto?
- no ma lo immaginavo
- che bravo che sei
- lo so
- imbecille
- però hai sorriso
- un pochino. ho voglia di respirare
- lo so e vorrei poter far qualcosa
- ti ringrazio ma lo sai, un giorno parto, sto via un pochino e poi torno. e una mattina mi sveglio e sembra tutto lontano e si ricomincia con voglia di guardare cosa offre il giorno.
- si lo so. per ora ti meriti di prenderti il tempo che vuoi e di lasciarlo semplicemente passare.
- si per ora non voglio far altro, far trascorrere il tempo
- cazzo se è tardi
- uh si hai ragione, non ci avevo fatto caso
- questa volta ti sei meritata il caffè, tocca a me
- va bene ma solo perchè non ho il tempo di discutere, sono indietro di due
- bene, vuol dire che è un buon periodo per me, mi piace
- vecchio imbecille
- no dai vecchio no
- ok solo imbecille
- ci sto piccola stupida
- no dai stupida no
- si anche tu hai ragione, io però contesterei anche il piccola
- dai su che è tardi
- si dai ci vediamo presto promesso?
- appena torno, promesso.