27 luglio 2010

Gli uomini passati sulla mia strada...

Siete stati tanti, non lo nascondo. Sarebbe inutile e senza senso credere che siate stati pochi e tutti indimenticabili... e poi non vedo neanche perchè dovrei farlo, voglio dire non vi ho mai nascosto i predecessori... per cui, in attesa dell'incontro di qualche post fa, ho deciso di darvi il giusto peso.
Di alcuni di voi, lo ammetto, quasi non ricordo il nome, si ho avuto un paio di anni di libertinaggio folle, ma ero giovane e vi assicuro che ne avevo bisogno... Per cui mi scuso con le avventure di una notte, quelle in cui vi cacciavo da casa ad un orario improbabile della mattina e vi promettevo che vi avrei richiamato. No lo so non l'ho mai fatto, ma d'altronde non penso che voi avreste fatto diversamente, i patti erano sempre stati chiari...
per tutti quelli che restano ho da ringraziarvi.
si si avete letto, comunquee sia finita, se siamo riusciti o meno a mantenere i rapporti amichevoli, io vi devo ringraziare.
per tantissimi motivi fra l'altro, non solo per essermi stati vicino per parte della mia vita.
mi avete insegnato tantissimo, avete coltivato la mia curiosità sconfinata, mi avete fatto vedere punti di vista ai quali non sarei mai arrivata da sola.
e così ringrazio l'uomo che per 5 anni ha condiviso la sua vita con me. te più di tutti. non poteva funzionare, su questo siamo d'accordo, troppo giovane io, troppo amareggiato tu. però tu sei quello che mi ha aperto la mente al mondo. si si hai letto bene. ricordo ancora la prima cosa che ho appreso da te: il cibo commestibile, va oltre la cucina della mamma. lo so è buffa come cosa, però ricordo ancora la tua prima cucina sperimentale. e poi hai reso la mia mente elastica, mi hai tirato fuori dalla decandenza adolescenziale, dimostrandomi che dopo il 1800 erano stati scritti libri che valeva la pena leggere, mondi che si potevano costruire, mi hai insegnato che si può giocare anche essendo adulti e che dopo i Pink Floyd erano state incise canzoni che valeva la pena ascoltare e fare proprie. e anche quando litigavamo, nel nostro modo a volte violento, a volte silenzioso, spesso fatto di prese di posizione che nessuno dei due voleva cambiare, ho imparato quello che volevo e su cosa non ero disposta a cedere. mi spiace averti lasciato sotto natale, mi spiace averti fatto male, mi spiace che fra me e te si sia creato un profondo solco di silenzio. ti devo tantissimo, se oggi sono così, è anche merito tuo. grazie.
in seconda battuta vorrei porgere la mia riconoscenza a te, che mi hai fatto capire che il sesso è 1 la cosa più appagante che si possa fare in due, 2 che i limiti si possono sempre superare, 3 che la pudicizia è uno stupido concetto inculcatoci in testa da una società bigotta e spaventata dalle proprie perversioni e 4 ultimo ma non per importanza, che il miracolo dell'erezione è sottovalutato... con te è finita così com'era iniziata, tu mi hai insegnato a giocare sotto le lenzuola ( in senso figurato s'intende) e io a costruire, con un'altra donna, perchè per come siamo fatta no non poteva funzionare.
poi ci sei tu a cui devo l'insegnamento dell'uso della parola NO. sei stata una piccola saetta ma hai lasciato comunque il segno.
il dispiacere lo devo a te, che con i tuoi enormi occhi mi hai insegnato che non sempre quello che faccio o dico è indolore per me. nonostante sia la decisione giusta e il peso alle parole venga dato con molta attenzione. ha fatto male anche a me, ma non mi ci ritrovavo proprio più nei tuoi occhi e non sono abituata ad assecondare una situazione "comoda" solo per non stare sola.
tu invece mi hai fatto capire che non sono sempre io la causa dei malesseri altrui, spesso sono già li e in quel caso, con il senno di poi, erano proprio palesi. e mi hai accusato e fino ad un certo punto te l'ho concesso, perchè in fondo, sfogarsi credo che faccia bene, ma non sono io la causa del tuo odio verso la vita.
a te invece devo tantissimo, perchè con le tue manie mi hai fatto scoprire interessi che mai avrei pensato di prendere in considerazione, stando con te ho imparato che la costanza che ho è più forte di quello che pensavo.
non dimentichiamoci te, uomo talmente assurdo che quasi non ci si crede... tu sei riuscito a farmi capire che la pazienza che posseggo, può essere pressoché infinita e che i concetti e le situazioni posso riuscire a spiegarli almeno in 4 modi per provare a farmi capire, 1 con le parole dette a modo mio, 2 con e parole che si direbbero ad un bambino, ma senza offenderti, 3 con i disegni 4 con un'enormità di esempi che si avvicinano al tuo modo di ragionare seppur distante dal mio.
l'ultimo che devo ringraziare, almeno per il momento, sei tu, dal quale ho imparato che ci sono persone che non puoi scegliere se avere o meno nella vita, ci sono e basta. e che noi, come Amici, funzioniamo decisamente meglio. e Amico non rende l'idea, sei più che altro il mio punto di vista al quale da sola non arrivo. ti ringrazio di avermi accompagnato in tutti questi anni, perchè se ripenso al passato non so proprio come avrei fatto senza di te.
con ognuno di voi ho imparato qualcosa, ho assorbito come una spugna, ho fatto domande e ho sempre ottenuto risposte. ho scoperto che gli uomini hanno degli hobbies a cui una donna non arriverebbe mai e sono quasi tutti interessanti e meritevoli di approfondimento. tranne il calcio, che quello mi spiace non l'ho proprio mai capito, ecco l'unica cosa che i mio primissimo uomo mi ha lasciato (oltre ad una serie di racconti su dei regali orribili) la simpatia per l'inter, dopo quasi due anni a sentire tutte le partite la domenica poi uno simpatizza per forza! :)
spero che aver creato per voi storie in cui potersi staccare dalla realtà, mondi in cui perdersi, giochi che vi hanno fatto sorridere e tutto quello che sono riuscita a metterci, vi abbia lasciato qualcosa d'importante, come voi avete fatto per me.
grazie, ad ognuno di voi di avermi accompagnata per un pezzo di strada, più o meno lungo.

24 luglio 2010

le meraviglie del venerdì sera...

è appunto venerdì sera, domani al lavoro ci devo andare veramente tardi e ho un'età che mi consente di uscire senza avere il coprifuoco e senza dover rendere conto a nessuno...
e con tutte queste opportunità... sono a casa e mi gongolo della mia serata.
sul lettone, circondata da 3 gatti pigri e da 1 piccola esploratrice, che dopo mesi trova ancora nuovi mondi da scoprire. musica in sottofondo, silenzio fuori, non c'è che dire è proprio estate, non passano neanche le macchine, sensazione meravigliosa, potrei essere ovunque in questo momento che non cambierebbe nulla; in cima ad una montagna, in una città senza nome... bello. neanche un pò di tristezza, un pò di malinconia, stasera c'è spazio solo per una tranquilla serenità.
e avevo in mente di dedicare la mia serata alla filmografia di Woody Allen, visto che non ho sonno e che effettivamente domani prima delle 11 la sveglia non ha il permesso di suonare, invece mi trovo davanti ad un monitor a scrivere a ruota libera, non parlo neanche di politica, nonostante mi sia fatta una carrellata di telegiornali e ne sia rimasta disgustata... e ne avrei cose da dire, da un paio di articoli letti oggi che rasentano l'incredulità, non per l'argomento trattato, ma per il fatto che qualcuno abbia pensato di pubblicarli, alle persone che ho incontrato oggi e che per un istante hanno attraversato la mia strada... ma invece no, stasera scrivo di niente che se andiamo a vedere è un argomento che può risultare molto vasto... su guardiamo in faccia la realtà, chi di voi sa quantificare il niente?
serata dei piccoli piaceri, delle futilità, come un gelato mangiato sul balcone mentre il sole saluta educatamente lasciando spazio ad una luna oggi opaca.
c'è aria di pioggia, un odore che riconoscerei fra mille. ecco che un piccolo desiderio nascosto fa capolino, stasera vorrei essere immersa nel verde della natura, eh questa si che è una cosa inusuale, io che con la natura ho seri problemi, diciamo che ho sviluppato una piccola insofferenza agli insetti che la popolano, non ho niente di personale contro di loro è che se ognuno sta nel suo ambiente naturale preferisco... non stasera però, immersa nel verde, circondata da quei rumori ai quali non siamo più abituati, azzardo addirittura un paio di lucciole superstiti, quelle della resistenza, le irriducibili. ad assaporare l'odore di pioggia, aspettando che qualche goccia faccia capolino per scoppiare in un meraviglioso temporale estivo. restando li a prendere tutta l'acqua che può cadere in un capriccio estivo del cielo.
mi manca l'odore dell'erba bagnata...
d'altronde è venerdì sera, non si può mica poter avere sempre tutto no? :)

ciao, è una vita che ti aspetto...

ciao,
è una vita che ti aspetto.
non so ancora qual'è il tuo nome o forse lo so e non ci siamo ancora riconosciuti, però non si può riuscire perfettamente sempre in tutto. per cui, mentre aspetto di riconoscermi nei tuoi occhi e di ritrovarmi, ti scrivo, perchè è l'unico mezzo che mi viene in mente.
mi innamorerò dei tuoi difetti, perchè è meraviglioso sorridere delle pecche altrui, non te li farò pesare te lo prometto. so essere paziente e so guardare il mondo da diversi punti di vista quando ne vale a pena. e con te, e per te ne varrà sempre la pena.
ti lascerò i tuoi spazi in cui coltivare quelle meravigliose manie che voi uomini riuscite ad avere e tu mi lascerei i miei, perchè in fondo l'equità è una gran bella cosa...
ti mostrerò le mie debolezze, perchè è giusto non nasconderle, ho tantissimi difetti, ma sono sempre me stessa. non cambierò per te e non ti chiederò di cambiare, perchè non saresti la stessa persona che ho aspettato.
so che discutere con me non è semplice, visto che mi aggrappo alle virgole e alle pause che userai, però non lo faccio con cattiveria, è che con gli anni ho sviluppato questa propensione per spuntarla sempre, però se sbaglio lo ammetto e mi prendo le mie responsabilità. non mi tiro indietro davanti alle sfide che reputo importanti. ti ascolterò, ti abbraccerò quando ce ne sarà bisogno. ti aprirò il mio cuore, perchè, in fondo, ti è sempre appartenuto.
puoi entrare nel mio mondo ed esplorarlo come meglio credi non ti metto limiti. e non per accondiscendenza, ma perchè è naturale.
costruirò per te mondi in cui nascondersi nei momenti bui, o quando semplicemente si vorrà chiudere il mondo fuori.
ti dimostrerò che fare le bolle di sapone è catartico, divertente e soprattutto sottovalutato in età adulta. è bello non dimenticarsi che siamo tutti ancora un pò bambini.
coloreremo insieme l'orologio che segna il tempo rimanente, per renderlo unico.
ti amerò per quello che sei e spero che tu mi amerai per quello che sono.
e faremo l'amore, scoperemo, faremo sesso, non ci saranno pudicizie, perchè è la sensazione più bella che conosca...
e sopporterai la mia mania per il cioccolato... e sapremo prenderci in giro l'un l'altro senza offesa, ridendoci sopra.
e ci saranno momenti difficili, perchè quelli ci sono sempre, non posso prometterti che sarà solo un campo fiorito a giugno con i venticello... ma li sapremo superare
perchè siamo fatti per stare insieme, semplicemente...
ho emozioni da regalarti
sto solo aspettando il giorno in cui ci riconosceremo...
...e lo sto facendo sorridendo...

21 luglio 2010

esordio

iniziamo con un'idea di come è articolato il mondo della Gigio..

-Andiamo?

-non possiamo

-e perché?

-stiamo aspettando Godot

-Ah…, ma scusa chi è sto tizio? Amico tuo?

-no come amici ho solo te e lo sai bene

-e allora sto qua che stiamo aspettando chi diamine sarebbe?

-non ne ho idea, pensavo che fosse amico tuo…

-ma se ho chiesto se era roba tua?!?!?!?

-anche tu hai ragione… cosa facciamo? Andiamo?

-e se lo aspettassimo per vedere chi è? Ora sono curioso…

- ma vedrai che abbiamo solo sbagliato testo…

-ma allora iago, quello dell’altra volta? Anche allora dicesti che eravamo nel libro sbagliato…

-infatti hai visto che casino ha fatto, per un fazzoletto una donna è stata strangolata… non era poi sta gran compagnia, un pochino invidioso… e sempre lì a tramare nell’ombra…

-sempre meglio lui, che quell’altro tizio, quello che vedeva i fantasmi… non era proprio bello farsi vedere in giro con un tizio che parla da solo, “oh padre”, ma dai, lo abbiamo visto tutti che non c’era nessuno… però il numero del suo pusher potevamo farcelo dare, sembrava roba buona…

- e scusa, quando ci ha detto “stasera porto una mia amica” e noi tutti contenti e poi si è presentato con la svitata numero uno? Vogliamo parlare della sua mania di raccogliere fiorellini su dei dirupi che cadono a picco su di un fiume in piena? Quanto freddo quella sera… mi sono anche preso l’influenza…

-nonono quello ero io… tu avevi al limite un po’ di raffreddore…

-è vero io avevo trovato quelle quattro megere che dovevano curarti…

-si e mi volevano infilare in quel calderone… megere? Al limite streghe e sono anche gentile…

-già continuavano a parlare di diavolo e vendetta… però dai quando abbiamo aiutato quel tizio a conquistare margherita…

-si lo abbiamo convinto a fare un contratto con il diavolo… che bella truffa…

-si i problemi sono sorti quando il diavolo si è presentato a riscuotere…

-dettagli

-l’idea era tua…

-adesso dobbiamo proprio fermarci a cercare il pelo nell’uovo? Su siamo riusciti ad uscirne vincitori…

-si ma abbiamo dovuto chiedere aiuto a quel tizio losco… te lo ricordi? Ti ricordi quanta fatica… aveva la cattiveria negli occhi… non come il suo compare, quello con cui abbiamo parlato all’inizio, quel dottore… era una persona così per bene…

-si ok ma alla fine ha risolto il problema no?

-si ma quanto ci abbiamo messo, e quanto siamo dovuti scappare, alla fine grazie al cielo che abbiamo trovato quel dandi che ci ha aiutato ad uscirne per il meglio…

-simpatico quel tizio, un po’ strano, sembrava un ventenne, anche se dichiarava di averne almeno 40… e poi quella sua mania per i dipinti… uno addirittura per non rovinarlo lo teneva sempre coperto…

-lo sai, i ricchi sono pieni di eccentricità… basti ricordare quel medico a cui ci eravamo rivolti quando ti è venuta quell’escrescenza sul braccio…

-ma chi? Quello che voleva tagliarmi a pezzetti all’urlo di “mi manca un braccio per finire, non sentirai male”?

-si proprio lui… con quella casa così trasandata…

-mi ha fatto passare la voglia di andare dal medico, non è che avesse proprio tutte le rotelle a posto…

-effettivamente, girovagando tanto come facciamo noi, gente strana ne abbiamo incontrata…

- i campioni del nostro bestiario comunque rimangono quei due amanti italiani…

-nononono il migliore resta quel tizio vestito in modo strano che continuava a parlare del mondo da cui veniva, quello che stava su di una tartaruga…

-effetivamente quello era una perla rara, ma ti ricordi per quanto tempo ci ha seguiti raccontandoci di questo “mondo” parallelo?

-giorni interi non riuscivamo a liberarcene…

-e quel suo buffo bagaglio con tutti quei piedini? Che gioie che ci ha regalato ripensandoci…

-si ma che incubo mentre eravamo lì… non la smetteva mai di parlare, anche nel sonno… e quando provava a fare magie?

-che meraviglia…

-si mi ha anche trasformato in una scimmia…

-si ma poi siamo riusciti a farti tornare com’eri…

-ti devo ricordare l’atro svitato che mi ha aiutato a riprendere la mia forma?

-nononono lui e la sua fissa con la fidanzata che voleva ucciderlo, e poi l’amante che viveva nel lago… MAMMAMIA…

-meno male che poi siamo riusciti a liberarci dei due svitati grazie a quel tizio…

-quale?

-quello pallido, sempre malaticcio, quello che usciva solo di notte perché aveva quella strana allergia al sole…

-ah si… il tizio che era a londra per comprare casa…

-meno male che c’era lui, ci ha anche dato dei soldi per quei due fuori di testa…

-con quel guadagno eravamo andati a fare un viaggio, mi ricordo, che meraviglia, peccato che poi la barca abbia avuto qualche problema con la partenza…

-si siamo stati un’eternità in baia… non un filo di vento, ti ricordi la faccia del capitano?

-si era talmente superstizioso che pensava che ci fosse una maledizione sulla barca…

-meno male che ci hanno rimborsato il biglietto…

-alla fine siamo riusciti a fare una bella vacanza però…

-sisi quello si, anche se il vecchietto che ci insegnava a pescare non è che fosse proprio di compagnia…

-effetivamente non riusciva a parlare d’altro che di quel pesce…

-sempre meglio quel pescione che il fissato con la balenottera… non siamo riusciti a fargli capire che era vietato dare la caccia alle balene

-credo che fosse in combutta con i giapponesi… ti ricordi lo sguardo insanguinato quando l’ha trovata?

-si, che paura… peccato che se ne sia andato con lei, la bestia era proprio bella, non si meritava quella fine…

-no ma neanche noi ci meritavamo di essere arrestati per una cosa che non avevamo fatto…

-dai alla fine si è risolto tutto per il meglio, grazie all’abate faria, quel simpatico vecchietto.

- meno male che c’era lui se no avremo finito i nostri giorni su quell’isoletta maledetta, chissà che fine ha fatto dantes, magari ha ottenuto ciò che voleva…

-l’ho trovato l’altro giorno sul giornale, è diventato un pezzo grosso adesso pare che si faccia chiamare addirittura conte.

- ma và?

-e noi cosa facciamo? ormai si è fatto tardi, andiamo a recuperare la cena?

-e godot?

- gli lasciamo un bel biglietto “torniamo subito”, se proprio deve arrivare, che sia lui ad aspettarci…

-bell’idea, hai carta e penna?

-no, quando mai…

- sei sempre il solito…

-andiamo che se no troviamo tutto chiuso…

-ormai è tardi, già che siamo qui… potremmo…

-ok ok tanto sono stanco, restiamo qua per la notte, magari Godot arriva…