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14 febbraio 2011

per quest'anno... non cambiare...

stessa spiaggia stesso mare?
no guardo fuori, è febbraio, i pinguini mi salutano mentre transitano davanti alla finestra trasportati dal vento... e poi, mare e spiaggia non fanno per me. non mi piacciono...
però stesso posto si e mi piace tantissimo! Londra, potrei quasi scrivere una guida alternativa... nessun consiglio per lo shopping però quello lo lascio libero!
sono arrivata sabato, e la prima locandina di giornale che ho incontrato uscendo dalla metropolitana è stato "BANDITO MASCHERATO AGGREDISCE DONNA INCINTA" che la notizia di se è orribile, ma l'annuncio è esilarante. io me lo immagino questo con la sua mascherina come nei fumetti che da dietro l'angolo aspetta questa donna con il pancione... la scena dopo è uno degli avangers che passava di li che lo ferma con i suo bastone da passeggio multiuso senza scomporsi. non può che andare così.
ieri mattina, in una giornata che avevo lasciato alla meravigliosa filosofia del "non faccio niente", ho scoperto che se i paradiso ha un odore, dev'essere per forza quello del mercatino coperto di coven garden. non può che essere così. infatti mi ci sono fermata a far colazione ed è stato paradisiaco. poi ho vagato alla ricerca del forbbiden planet perduto... è in una via mignon, con un isegna che si mimetizza alla perfezione con il palazzo. ci ho messo una vita e continuavo a girare nei pressi con sguardo disperato... per un momento ho anche pensato di lasciar perdere e poi... mi sono voltata e quella nano astronave anni '60 era li che mi guardava sorridendo dicendomi "te l'ho fatta eh?". e così è iniziato lo shopping... fare shopping stanca. ma rende entusiasti. non ti ricordi più nulla del perchè ti sentivi stanca e stressata. arrivi a casa, tutta dolorante perchè hai fatto km e km a piedi, ma guardi i tuoi sacchetti e pensi che sia stata un'ottima giornata!
per cui, se il lavoro migliora le ferie ma ti spreme come un limone, lo shopping ti rende come quele spugne che se messe sotto l'acqua si espandono prendendo la loro forma originale... tonifica lo spirito e lascia tanto buon umore!
oggi mi toccherà replicare... è uno sporco lavoro, me ne rendo conto, ma qualcuno dovrà pur farlo: Gigio scelgo te!

11 febbraio 2011

sempre all'ultimo...

domani parto.
domani mattina vado al al lavoro e alle 13 mi dirigo verso l'aeroporto.
domani. appunto.
stasera, avrei dovuto guardare verso la porta di casa e vedere una valigia pronta per 7 giorni di shopping londinesi. poi, voltandomi avrei dovuto vedere una casa pronta al riposo di una settimana.
avrei. dovuto.
sto scrivendo qua, ho due pile di panni che mi stanno dicendo "allora? ci vuoi infilare in lavatrice o no?"
scuri e colorati. neanche a dirlo i colorati sono quelli più ciacolanti... una vocina all'unisono quasi fastidiosa... ma è in sottofondo...
la casa... che dire... sembra un pò un campo di raccolta differenziata... tutto in ordine... plastica carta e umido... lo chiamano umido, a me sembra più un blob... comunque, l'amiu lo definisce così, che dire, adeguiamoci... sono li che mi guardano e sussurrano, anche loro sussurrano, "ciccia, i bidoni sono proprio qua fuori... ce lo facciamo un giretto veloce? che i gatti si stanno per appropriare indebitamente del nostro contenuto"... ho gatti che fanno esproprio proletari, non poteva essere altrimenti...
domani Londra. fico. l'unica cosa pronta è l'adattatore per il portatile... andiamo bene... stamattina mi ero preparata mentalmente una lunghissima lista di cose da fare prima di partire... ho spuntato solo il recupero dell'ennesima presa britannica... spariscono, si dileguano appena tocco nuovamente il suolo italiano... il giorno che trasloco verrò sommersa da prese buffe britanniche... per il momento, continuo a comprarne una a viaggio e la loro reperibilità non è neanche così alla mano... va bè, mi fissa dalla scrivania... lei è pronta a partire, io un pò meno... però adesso chiudo qua, mi alzo e vado almeno a  mettere a tacere i panni colorati... magari porto anche la valigia iin camera e apro l'armadio.. giusto per non trovarmi domani mattina all'alba delle 6 che fisso nervosamente il mobile bianco che contiene i miei vestiti e lancio cose non ben definite dentro ad una valigia... giusto quelle cose per cui arrivi e ti rendi conto che hai portato solo cose che non metteresti mai perchè non è stagione e hai lasciato il fondamentale sul letto, accanto a dove soggiornava la valigia...
ma ce la posso fare...
il giorno prima della partenza è sempre una gran confusione... tanto sono donna, è normale che ci si riduca sempre all'ultimo istante utile...
al tre:
uno...
... due...
     ... due e un pochetto....
          ... due quasi tre.....
                        .... due ma c'è ancora tempo...
                                                                 .... su dai fai la persona seria.....
          TRE!
ci sentiamo dalla Londra by winter...

14 agosto 2010

a volte arriva anche l'arcobaleno...

giornata grigia.
giornata di pioggia.
giornata di viaggi in treno.
giornata di malinconia.
giornata di pensieri.
tanti, un pò confusi dalla stanchezza.
giornata in cui è piovuto a tratti e quasi sempre quando ero a piedi con valigie per strada. però ho fumato con un turco di un'età indefinita che mi ha raccontato dei tempi passati.
giornata in viaggio, in metro, a piedi, in stazione, in treno. che unita alla pioggia ha fatto scattare i punti tre e quattro...
non amo viaggiare in treno, mi mette sempre strani stati d'animo addosso, me li incolla con una tenacia che poi per liberarsene ci metto un pò, anche perchè non ho ancora trovato il solvente adatto. ma ci sto studiando, non sono ferratissima in chimica, ma un solvente per il post it di malinconia si può scovare. è solo una predisposizione d'animo in fondo...
durano sempre più del dovuto, i viaggi in treno ti lasciano spazi e tempo per far si che i pensieri che si fanno gli affari loro in tutti gli altri momenti, trovino spazio e via di fuga per emerge da questo mare di immagini e parole che abbiamo in testa...
e ripensi alla vacanza sul viale del tramonto, e ti sovvengono le facce delle persone che hai incontrato, quelle che nonostante non fossero neanche presenti ti hanno comunque tenuto gentilmente compagnia, anche a loro insaputa. ogni scatto, un pensiero, la mente ha uno strano senso dell'ironia, ti fa pensare a persone improbabili nei momenti più inaspettati. e così, per 1200 fotografie scattate, la mia testa ha cercato un'odore, un immagine, una sensazione che fosse un pò come un abbraccio. una sensazione che ti tiene compagnia, anche se sei perfettamente consapevole che è frutto della tua materia grigia, tieni l'odore, l'immagine ben visibile. ogni scatto, come se si volesse fermare il momento. un cielo, un azzurro. un pò come un abbraccio quando meno te lo aspetti, fa piacere. poi ti viene un pò da chiederti perchè fra tutte le presenze che poteva tirar fuori sia andata a pescare qualcosa di così improbabile però ha fatto piacere, una presenza inconsapevole. poi uno passa per matto anche e non hanno neanche tutti i torti perchè tu ti accompagni ad un odore per undici giorni e poi giustamente ringrazi ma nessuno può capire che il tuo cervello ha fatto dei giri assurdi prima di parare li e non sapresti neanche spiegargli bene cos'è successo nè perchè stai proprio ringraziando a quell'indirizzo li, oddio forse qualche dubbio in proposito potrei muoverlo, ma meglio lasciar perdere. suona da malattia mentale solo rileggendo e ultime righe e come glielo spieghi del perchè stai ringraziando? come ti fai capire? poi riguardi le fotografie e no non trovi le parole, però ti rendi conto che si esprimono da sole. o almeno tu la vedi così. è sempre una questione di punti di vista. la tua mente ha messo su sto circo che no non ti ha fatto sentire sola per quasi tutta la vacanza, per cui tutto quello che è relativo al viaggio ti sembra collegato. ma ad una mente esterna, come glielo spieghi? però ti piacerebbe tanto riuscire a trovare le parole e non passare per folle... e mentre pensi a tutto questo, smette di piovere, alzi lo sguardo e vedi l'arcobaleno...

13 agosto 2010

saluti

sarà che è il mio ultimo giorno a Londra, sarà l'approssimarsi della fine ferie, sarà che oggi il cielo è stato grigio fino al tramonto, saranno tante altre cose, ma oggi, la malinconia, silenziosamente, mi ha colto. e mi ha stretto il cuore. ero li che me ne passeggiavo beata quando mi ha colto alle spalle, impreparata. ero vicino a Fortnum&Mason, vedevo già l'entrata e non sono riuscita neanche ad entrare subito, ho dovuto fare un giro. e mi sono nascosta in un giardino di una chiesa a leggere, ma neanche il libro in cui mi sono immersa è riuscita a scacciarla.
malinconia, tristezza, non saprei bene come definirla ma sopratutto non saprei dire il perchè. in vacanza da sola ci sono andata molto più spesso che in compagnia, non mi sentivo sola, ecco vogliosa di essere abbracciata un istante. avevo bisogno di un abbraccio. mentre salutavo Londra, volevo qualcuno a fianco a cui aprire i miei pensieri. un cappellaio matto a cui aprire i sussurri. a me il bian coniglio non piace, troppo di corsa, troppo impegnato, ho sempre preferito il matto che ha perso qualche giorno del calendario e beve litrate di tea, io d'altronde proprio in bolla non sono, nel mio piccolo mondo, e di tea ne bevo tantissimo sarà per questo che ho sempre cercato persone che fossero più simili allo spostato che al corridore... buona parte degli uomini a cui mi sono accompagnata, qualche rotella l'avevano dimenticata in giro... l'uomo interessante ha qualche valvola dispersa nel mondo, suo o reale. la vedo così, adoro i prodotti di nicchia. ecco oggi un abbraccio avrebbe reso perfetta la giornata. di quelli silenziosi, che non devi neanche chiedere, perchè vengono da soli, ci si guarda e le braccia ti cingono stringendoti forte, ti pervade un calore unico e tutto va un pò meglio.
un abbraccio. semplicemente.
e poi si ricomincia.
comunque poi in negozio ci sono andata, avevo bisogno di tirarmi un pò su il morale, visto che non potevo avere ciò che mi avrebbe reso felice, mi sono buttata sui dolci di Fortnum&Mason. che per chi non lo sapesse, è il luogo definitivo per i golosi. sono talmente belli che è quasi un peccato mangiarli... a casa riporto del tea (lo so che non è un dolce ma la scatola non si rovina ed è graziosissima) e delle caramelle che mi hanno ricordato la mia infanzia, colorate, iquirizia inglese. mia nonna ne aveva sempre una ciotola. io ne ho un barattolino, non ci stava più grande in borsa.
magra consolazione i dolcetti, però restano strepitosi.
alla fine, la giornata è volata con questo alone di tristezza, ho fatto la spesa, sono venuta a casa e dopo la doccia, guardando fuori dalla finestra, c'era l'arcobaleno a salutarmi...
... alla fine uno pensa che prima o poi quell'abbraccio mi troverà...
e sarà mio, nostro...

10 agosto 2010

Stonehenge...

... fondamentalmente i pietroni, per chi non sapesse di cosa sto parlando... credo che siete in pochi ma sono per la parcondicio... lo so non sono i tempi migliori per tirare fuori queste parole, ma sono in ferie per cui niente politica... almeno in vacanza non fatemici pensare su su.
insomma, oggi sono andata a fare la mia unica gita in programma: Stonehnge. indubbiamente suggestivo, la brughiera e in mezzo al verde... il circolo di pietre, il cielo grigio e i corvi aumentavano la suggestione devo ammetterlo... però, arrivati davanti all'insieme di rocce si riesce ad uscire dal tempo e non ci sono tante altre persone vicino a te e sei solo in mezzo alla brughiera, in questo calendario non proprio per tutte le case e resti senza parole... io parole ne ho trovate parecchie e anche in lingua locale quando una simpatica vecchietta sovrappeso mi è piombata con una cattiveria spero non premeditata su piede... lei aveva le scarpe da ginnastica high tech... io, ottimista come sempre (non ridete non ridete sono ottimista) con il sandalino... ha vinto lei sul piano fisico... io indubbiamente su quello morale. trovare improperi in lingua straniera fa di me una donna molto creativa... do fondo al mio vocabolario... riesco a discutere in 3 lingue, giusto per assecondare il mio buon carattere... comunque a parte questo piccolo trasporto violento alla realtà, il posto merita decisamente la visita.
intensa, anacronistica, li riesci ad immaginare, li gli omini che portavano le pietre e che le scolpiscono per farle incastrare alla perfezione... senti il rumore degli scalpelli, immagini il sole che il 21 giugno taglia esattamente il pietrone principale... surreale e splendido.
di notte deve essere uno spettacolo straordinario, stanotte poi, che è San Lorenzo... con tutte le stelle cadenti, il silenzio della brughiera che ti abbraccia... una di quelli immagini che riesci a concludere con tu e lui al centro di questo cerchio, con il cielo che vi guarda e voi che vi arrotolate al ritmo dei vostri respiri...
... così...
... semplicemente...

9 agosto 2010

Londra, andrebbe visitata solo di domenica mattina. è un altro mondo, un'altra città. ed è stata una splendida scoperta. in centro cittadino, io e pochissime altre persone. i turisti non prima delle 10 si sono fatti avvistare e comunque in piccoli gruppi. così, giunta nei pressi del British museum (che dormiva ancora anche lui) mi sono accomodata in un Costa cafè, mi sono ordinata la mia bella colazione, seduta al tavolo, munita di libro e mi sono gustata il silenzio e la tranquillità che Londra mi ha regalato. dopo due giorni di gente intensa, di uno spettacolo di opera sperimentale graziosissimo e di un altro di teatro d'avanguardia, che, come dire... non era proprio vicino ai miei gusti... silenzio, il semplice rito di una colazione tranquilla. in questi giorni ho notato che gli inglesi sono persone molto sole. o almeno è quello che lasciano trasparire nei momenti del tutto quotidiani. quelli che incontro al supermercato in orario del tutto comune, fanno spese piccole, tristi. patatine, birra e cibo pre confezionato. per uno massimo per due. le famiglie che vedi in giro non sono sorridenti sono abitudinarie. i gruppi di giovano, a parte gli addii al nubilato, sono composti al max da 3 persone e sempre al pub. L'INGLESE, non l'immigrato è triste. non riesce a rapportarsi con gli altri. io non sono così. ok ho la mia solitudine ma è diversa, io so ancora sorridere. ok vado in ferie da sola, ma non è che è una regola indissolubile, lo faccio in solitaria perchè non ho nessuno con cui condividere il periodo di ferie. non vado in vacanza con gli amici, quello no, avessi una controparte però sarebbe bello condividere l'esperienza, in questo caso londinese. circostanze, non presa di posizione. loro sembrano aver paura dei rapporti interpersonali, paiono intimoriti del confronto con altri esseri umani.
comunque, ho fatto un'altra capatina fra la storia, perchè mi sembrava proprio appropiato, vista la splendida mattinata, poi sono finita nel regno del pacchiano, in cui ho retto circa 20 minuti, più per trovar l'uscita che per altro (si lo so più vado avanti e peggio il mio senso dell'orientamento si affina), quando mi sono voltata verso la porta dalla quale sono uscita, ho visto la scena rappresentata nella foto qua sopra. l'ho trovata amarissima... la povertà davanti all'ingresso del luogo che in assoluto nega questa realtà. una povera mendicante davanti ad Harrods, il luogo in cui ti vendono carissimo dallo spillo all'elefante... e nessuno che la considerava, sembrava quasi che non esistesse. si fermavano davanti o a fianco a lei per leggere la mappa del negozio, gli orari, per fare la fotografia dalla targa con il nome, ma sembrava che nessuno la vedesse. una scena agghiacciante. io la mia monetina l'ho lasciata, lo so non è un granchè ne le risolverà i problemi, però volevo esprimere in qualche modo che per me non era invisibile.
dopo questa raccapricciante scena che i turisti mi hanno regalato davanti al magazzino del pacchiano ( non riesco neanche ad esprimere un'opinione che rispecchi il disgusto davanti all'altare dedicato a Diana & C., non trovo parole che rendano l'idea, non per altro), mi sono nascosta dentro i parchi cittadini.
questo lo trovo straordinario, sei al centro di una metropoli che va di fretta e con due passi ti trovi in un luogo surreale, dove non c'è rumore esterno, traffico, caos, solo gente che canta, legge, corre, porta il cane o i bambini a sfogarsi (spesso è la stessa dinamica, l'unica differenza è la presenza de guinzaglio). Stupore. li sulla mia panchina conquistata con un minimo di appostamento, il mio bel libercolo, che è giunto alla fine, il sole (si c'era il sole, quello vero). un paradiso in terra. serena sono stata benissimo... peccato che poi sia finito quello stato di grazia... ho visto l'ora e sono andata a recuperare a cena e li è stata tutta un'altra musica... prometto che imparerò dove li nascondono i supermercati gli inglesi.. domani, al ritorno da Stonehenge mi prodigherò alla missione di svelare il mistero...per oggi ci siamo dovute accontentare di hamburger con contorno di funghi e sedano... l'altra carne che offriva il Tesco sotto casa non sembrava per niente invitante...
e domani, nuovo libro nuova gita, sempre Inghilterra...

5 agosto 2010

primissime considerazioni

Londra. Ancora Londra. ci sono venuta talmente tante volte che non saprei quantificarle. C'è chi va nella casa in campagna, chi sempre nella stessa località balneare o in montagna, io vado a Londra. ed ogni volta è una piacevole scoperta. Mi ci sento a mio agio, cammino per strada e sto bene. Nonostante la pioggia, nonostante il freddo. Mi piace, mi è entrata nella pelle. Bello...
Ci sono alcuni punti cardini delle mie gita londinesi, la prima su tutte è la capatina da Hamleys... potrei fare quella che non confessa le sue debolezze ma invece no, io 31 anni e ho una passione che mi porto dietro fin da quando ho memoria per gli orsacchiotti, in particolare per Paddington. E da Hameys, enorme negozio di giocattoli (e con enorme intendo ENORME), c'è un reparto intero di orsacchiotti e paddington... e non sarà dignitoso, ma io lì, mi ci diverto tantissimo. anche solo guardare i bambini che sembrano aver realizzato il loro sogno più grande. è un luogo in non si può non sorridere, scoprendo che si in fondo nessuno ha dimenticato di essere stato bambino.
il secondo punto fermo sono i girasoli di Van Gogh alla National Gallery. è l'unico quadro che mi commuove proprio. la pinacoteca, ti consente un incontro abbastanza ravvicinato... per cui riesci a vedere le pennellate, riesci o almeno così è per me, a immaginare il caro Vincent che lo crea... mi porta in un luogo fuori dal tempo ed è una sensazione che mi piace tantissimo...
Altro punto fermissimo delle mie gite e non solo londinesi, mi perdo... ma è inquietante... uso della cartina, girando a memoria, punti fissi, niente non ce la faccio, mi perdo. e non perchè non sappia interpretare la cartina, semplicemente mi perdo... vedo un dettaglio che mi incuriosisce? lo seguo, e poi ne trovo subito un altro e non bado al senso di marcia e continuo così fin tanto che non mi accorgo che effettivamente, all'inizio, stavo andando in un punto ben preciso per cui provo a ritrovare la via, pensando ingenuamente che "tanto non è molto che ho cambiato strada" e mi perdo ancora di più... e sono un disastro... lo so fa ridere come cosa, ma non dovrei girare da sola, sono pericolosa... anche perchè così facendo percorro km e km e km non previsti, per cui la sera sono distrutta... e devo rimandare al giorno dopo la visita in programma perchè ormai è troppo tardi e stanno chiudendo o è troppo buio.. sono un vero e proprio impiastro, però regalo sempre grandi racconti umoristici, perchè perdendomi scopro parecchie cose buffe...
le cose che riconosco sempre e comunque a Londra, sono altri punti fissi, per cui oltre alla dislocazione di Hamleys, ci sono, il negozio della twinning... quello lo troverei partendo da qualsiasi punto, la statua di Churchill (non ci posso far niente è il mio personaggio storico preferito subito prima di Enrico VIII), la National Gallery (per la tate è sempre un disastro anche se alla fine riesco sempre ad approdarci). che insieme alle cose che adoro sono i motivi per cui affermo che questa città mi è entrata nella pelle e no non mi ha ancora stancata.
l'odore di Londra, al primo posto. l'odore della metropolitana, li riconoscerei fra mille, i londinesi, sempre di corsa in mezzo alla gente eppure così capaci di non avere il minimo contatto con il prossimo, intendo proprio fisico, fateci caso cammina sempre con almeno un palmo di nulla intorno, il tea e il succo di mirtillo in quantitativi inimmaginabili, si o so è stupido, ma ne sono dipendente, la cioccolata di fortnum & manson, si sono dipendente anche da quella (e chi siete voi per giudicare? io ammetto le mie debolezze :) ), i musei e le chiese ci sono anche in Italia lo so e anche nel resto del mondo, qua li rendono interessanti per tutte le età e mi divertono sempre, il london bridge, nonostante sia azzurrino, il big bang, che mi lascia sempre senza fiato, Hyde Park, che mi porta sempre fuori dal mondo restando nel cuore della città, Peter Pan nei giardini di Kensigton, il Tamigi, che mi incanta nella sua traversata della città e ancora tantissime cose che non riesco neanche a quantificarle, potrei scriverci una guida intera...
si Londra a me piace, è il mio villaggio vacanze, la mia casa in campagna.
e trovo straordinario riuscire a trovare ancora qualcosa da fotografare quando ci torno... ok ho lo scatto facile, ma ci trovo proprio gusto... e un giorno, perchè lo so che prima o poi ce la farò, tornerò ancora a Londra, ma non da sola e riuscirò a salire per la seconda volta sul leone di Trafalgar (è il mio tallone d'achille, ci sono riuscita solo la prima volta che sono venuta, con l'aiuto di due giapponesine, ho anche la fotografia ma è meglio non mostrarla) e avrò qualcuno a cui dimostrare la mia soddisfazione...
ora, domani ho in programma una giornata di shopping con una cara amica e poi ristorante vietnamita, che non ho mai provato con la mia ospite ed un suo amico. per cui giornata piena :)
e lunedì... lunedì, seppur ancora lontanino, ho la gita a Stonehenge, che nonostante le indicazioni della signorina che mi ha fatto il biglietto non sono ancora riuscita a trovare il punto da cui parte il pullman... però ho ancora qualche giorno per riuscire a venirne a capo...
e per oggi... come si suol dire... si chiude qua...

4 agosto 2010

studi sociologici...

sono a malpensa dalle 12 di stamattina... ok potevo prendere un paio di trasporti dopo e arrivare in aeroporto ad un orario un pò più vicino all'imbarco, ma non avevo voglia di girare per Milano con valigia e borsa pc (che fra l'altro la malandrina mi ha abbandonato in metropolitana obbligandomi ad un acquisto al volo per non dover arrivare in aeroporto con tutto in mano, questa volta non era preparata con il piano B) e poi trovo che nei grandi luoghi di passaggio ci sia una fauna che meriti attenzione... non ho tirato fuori la macchina fotografica perchè sarei stata un pò troppo vistosa per cui non ho potuto documentare però in 3 ore ho già visto cosa che voi umani nemmeno immaginate...
intanto si sa che la donna che viaggia è un flagello divino, mi ci annovero anche io nella categoria. abbiamo più versanti tutte però con un denominatore comune: il volume dei bagagli... il mio ha raggiunto i 14,7Kg e solo perchè non avevo alternative che contenermi. ance perchè la metropolitana di Milano non è pensata per una donna che i bagaglio se lo deve portare da sola giù per le scale... comunque...
ci sono donne che hanno pile e pile di bagagli su di un povero carrello che invoca l'immunità, sembra l'urlo di Munch... a seguito hanno sempre uomini con sguardi afflitti e una borsina che da come facilmente si intuisce, contiene l'intero loro bagaglio per il viaggio... si ammettiamolo, una signora che va in vacanza occupa tutti gli spazi disponibili. l'ho fatto anche io le rare occasioni in cui sono andata in vacanza accompagnata "caro, con che valigia pensavi di partire per una settimana?" lui ottimista ha sempre tirato fuori uno zaino o una cosa che non riesco neanche a considerare valigia da quanto sono striminzite le dimensioni. e io che lo guardavo, occhio languido "ma no dai stiamo via 7 giorni... ti servirà qualcosa in più" a questo punto scatta lo sguardo rassegnato, tira fuori una valigia degna di questo nome e non fa neanche la domanda "ti serve dello spazio?" lo sa già.
oggi di donne che viaggiano da sole ne ho viste pochine pochine... in compenso ho assisitio ad una scena molto evocativa, 2 donne e 3 uomini, una donzella che sfodera voce mielosa e sguardo languido prima di pronunciare "ma non è che qualcuno mi porta anche questa?". l'anche questa era riferito ad una borsa piccola e leggera, era palpabile la leggerezza... dai su un pò di dignità, almeno quella portatela, i 3 baldi giovini stanno già trasportando un'intera casa di cui loro posseggono il 2% in 3... e invece no, uno dei tre si gira, sorride e si prende anche l'ultima borsina...
non ci sono solo italiani, voglio dire sono a Malpensa, comunque sia questo discorso non cambia per nessuna etnia...
in compenso poi ho visto alcuni uomini alle prese con oggetti realmente fuori dall'ordinario...
voglio dire, vai in vacanza e cosa riporti a casa? un lettino per bambini della peg perego... non puoi dirmi che da dove vieni non c'è un negozio che ti venda o stesso articolo. non dirmi neanche che ti è costato meno perchè fra l'acquisto, il prezzo del sovrabagaglio e la scomodità di portarlo fino in aeroporto e poi di farlo giungere a casa vai a pagare di più. non puoi dirmi che non è vero! ma loro no, famigliola inglese con tanto di lettino andavano felici verso l'imbarco...
c'era anche i cinese che oltre alle valigie stava imbarcando un forno a microonde... giusto per sfatare il mito che loro cucinano tutto fritto come mi ha fatto notare un amico... stanno provando a conquistare anche il mondo della culinaria... c'è quasi da aver paura...
quello che mi lascia perplessa è osservare le famiglie. lo so non dovrei viaggiar da sola e sopratutto dovrei trovare un hobbie diverso dal scrutare la gente che mi passa vicino... però non ho di meglio da fare :) e poi mi piace guardare la gente... si capiscono tante cose e spesso ci si sente proprio fortunati. voglio dire, torniamo alle famiglie, sia che siano in partenza sia che stiano arrivando, nella maggior parte di loro si percepisce il silenzio che c'è fra i due adulti. sembra quasi che non si conoscano. lui porta i carrello, lei guarda la prole, poche parole scambiate, lei con sguardo instizzito lui con la rassegnazione stampata sulla fronte... hanno una stanchezza che va oltre il viaggio. è qualcosa di radicato. io non voglio finire così. io voglio divertirmi della mia controparte e voglio essere felice guardandolo. preferisco mille volte viaggiare da sola che ridurmi così. ho anch'io una mia vena romantica lo ammetto che però è fatta di piccolezze. "la cura" di battiato rende abbastanza l'idea. UN uomo senza pensare che mi annoierà, senza pensare che "tanto si può sempre divorziare". un uomo per tutto il tempo che c'è, pregi e difetti. queste che vedo sono famiglie stanche che si richiudono su se stesse creando due solitudini che si incontrano solo quando il bambino pronuncia delle parole... persone stanche, vecchie ormai nell'animo, rassegnate...
ci sono poi gli uomini che viaggiano a gruppi... pochi bagagli ed un commento su ogni essere di genere femminile che attraversi la loro strada. tengono d'occhio il parco con occhio di falco, se a km una femmina (no non me la sento di definirle tutte donne, alcune lasciano parecchi dubbi in proposito) tira fuori una sigaretta, si materializzano alla velocità della luce con l'accendino e un sorriso smagliante. da non credere l'attenzione che prestano in questo giochino... e poi sono io quella che dovrebbe trovarsi uno svago per ammazzare il tempo...
poi ci sono i bambini lasciati a se stessi, che quasi ti chiedi se i tristi genitori abbiano deciso di liberarsene abbandonandoli in aeroporto. girano come bestiole selvagge per il terminal cercando di fare i maggior danno possibile... neanche a dirlo sono italiani... il bambino straniero ha sempre una sua compostezza ed educazione... e poi è sempre a raggio della madre che lo tiene sotto tiro...
mi è appena passato a fianco il gruppo della chiesa che va in pellegrinaggio! ho trovato un posto favoloso! si ho passato un paio di ore alla ricerca spasmodica di una presa di corrente, che sembra non aver significato a Malpensa... dopo averne trovate 6 in posti discutibili (la meno drammatica era fra le porte del bagno) e dopo aver trovato ospitalità per 30 minuti presso un nerd organizzato con tanto di presa multipla e prolunga lunga km, ora ho scovato il mio piccolo paradiso e sto passando per una barbona tecnologica... che di per se è un controsenso... sono abbarbicata sul mio carrellino con il bagaglio principale disegnato con i fumetti per renderlo riconoscibile come poggia schiena, ho un portatile in grembo attaccato alla corrente come un vecchietto asmatico alla bombola dell'ossigeno, una borsa fra le gambe che non si capisce bene cosa potrebbe tirar fuori, come mary poppins, nella migliore tradizione. ho la faccia un pò stanchina visto che sono sveglia dalle 7 e non è che sia proprio andata a dormire con le galline... però vi dirò, sono molto molto sorridente, cosa che a quanto pare mi contraddistingue dalla maggior parte dei viaggiatori qua dentro...
in compenso, visto che quello che pensano gli altri di me non mi tange minimamente, ho una vista strepitosa! sono a fianco ad una vetrata che da sulle piste e fin qui niente di eclatante, ma c'è un cielo imbarazzante! ci sono le nuvole che sembrano disegnate, quasi immobili, in 3D danno proprio il senso di profondità, una meraviglia! lo so mi entusiasmo di poco... però ho buttato via il giornale di stamattina per cui la giornata ha ripreso l'ottimismo e il sorriso del risveglio.
ora mi appresto ad insinuarmi fra i fedeli pellegrini... fra poco mi aprono l'imbarco... prolissa come sono non posso che dire: continuerò comunque a scrivere, trovo i miei racconti di viaggio divertenti. si si me lo dico da sola ma in fondo chi se ne frega :)

2 agosto 2010

pronti, ai posti... VIA!

eccoci finalmente approdati sul treno... adoro la tecnologia moderna, sopratutto quella superflua come il potersi connettere in treno con il portatile... per un secolo si è viaggiato sui treni senza possibilità di comunicare con il mondo esterno, oggi basta un portatile con una magnifica batteria prestante e nuova, una chiavetta del gentile operatore telefonico ed il gioco è fatto!
stamattina mi sono svegliata che, la casa era ancora un disastro, la valigia era ancora li agonizzante che mi guardava nella speranza che prima o poi l'avrei riempita e la pila di panni da stirare invece incombeva su di me con fare minaccioso... così mi sono alzata con quelle meravigliose farfalle che si hanno nello stomaco quando si parte. mi ha sempre eccitato tantissimo la partenza. ho riordinato casa per non trovare quel macello all'eventuale ritorno, ho cambiato il letto ho fatto persino due lavatrici che mi sono premurata di stendere nonostante i miei 4 cavalieri dell'apocalisse pelosi si premureranno di farmi trovare sparpagliata per tutta casa, ho addirittura bagnato le piante...
si io ho delle piante, nonostante con gli anni i miei tentativi di colorare di verde i mio pollice sia stati un fallimento totale, non mi sono mai arresa, e anche in questa casa ho portato delle piante, nuove, visto che le altre sono tutte morte... ricordo ancora la prima casa in cui mi sono avvicinata al mondo del giardinaggio... un disastro, una pianta grassa si è suicidata, un vaso di margherite che sembravano reggere si è fatta un volo di due piani tentando di uccidere il falegname giù da basso, spinte dalle zampette creative di un gatto criminale... però con gli anni non mi sono mai arresa... adesso posseggo un simpatico parco piante, composte da Gino il limone ( si è meritato un nome solo per essere sopravvissuto alle incurie e alle mie dimenticanze, nonostante tutto è con me da un anno senza dare segni di cedimento), una rosa che lotta con me per la sopravvivenza, un gelsomino che non ho ancora ben capito se stia agonizzando o se abbia intenzione di lottare per la vita e poi c'è il mio preferito, pinuccio il mirtillo... si ho una pianta di mirtilli e gli ho anche dato un nome... e sono stata premiata, contro ogni pronostico mi ha anche omaggiato di ben 3 e dico 3 mirtilli veri... ero commossa. comunque mi sono presa cura anche di loro, sperando di ritrovarle al ritorno o di riuscire a farle adottare da mia madre insieme ai gatti in caso decidessi di restare su...
ho stranamente rimandato fino all'ultimo la preparazione della valigia. questo è un pò bizzarro da parte mia, di solito quella è la prima cosa che faccio con ampio anticipo perchè mi fa sentire bene e già in vacanza... alla fine però, ho stirato ciò che mi serviva e ho iniziato a riempire la mia povera valigia che finalmente sembrava più contenta delle mie attenzioni... incredibile, nonostante fossi convinta che questo viaggio lo avrei fatto light, ossia con i minimo sindacale, alla fine avevo un bagaglio con un peso specifico inquietante... non ho mai capito come mai a noi donne riesca così dannatamente difficile viaggiare leggere... non ce la facciamo proprio... eppure ci ho studiato tanto stamattina e sono convinta che quello che ho portato fosse il minimo indispensabile, ciò nonostante portare la valigia fuori di casa è stato complicatissimo. a parte che si ribellava lungo la strada... si si i mio bagaglio ha vita propria! ricordo ancora quando l'ho comprato: sono entrata in negozio e ho fatto pesare alla commessa tutte e valigie che aveva... il peso è decisamente importante... alla fine mi sono portata a casa questo borsone morbido, nero con le rotelle... il mio primo viaggio 'ho fatto con uno zaino da montagna e guardavo all'aeroporto tutte quelle donne con l trolley e mi dicevo "ma come si fa a viaggiare così?" si fa si fa... miracoloso l'effetto che il tempo ha sulle scelte... non potrei mai pensare di fare un viaggio zaino in spalla, adesso a distanza di anni guardo i ragazzini e penso "ma come si fa a viaggiare con uno zaino pesante in spalla?". miracoli del tempo non c'è che dire...
comunque, adesso sono in treno verso Milano, stasera serata con gli amici e domani via su di un aeroplano diretta in terra britannica... sento già l'odore umido di Londra...
per il momento... ciuf ciuf ciuf... come direbbero i bambini, il viaggio ha inizio... vediamo dove mi porterà...

1 agosto 2010

si, viaggiare...

...evitando le buche più... no che cosa sto dicendo, io parto in aereo, niente buche!
e così finalmente ci siamo la ferie sono iniziate! domani si va a Milano e poi si sale un meraviglioso aereoplanino della British che mi farà giungere a destinazione. Londra, di nuovo, ormai non conto più le volte che mi sono recata in questa città... e ogni volta è un'esperienza nuova.
...perchè un pretesto per tornare bisogna sempre seminarselo dietro, quando si parte...
così scriveva Baricco...
me lo sono sempre lasciato un pretesto dietro per tornare... ma questa volta non ne ho. ma niente niente... voglio dire l'unica cosa sono i miei adorati gatti, ma volendo andrebbero a stare con mia madre e so che sarebbero in ottima compagnia... per cui no non ho pretesti, non ho un uomo, ho un lavoro ma non è particolarmente unico ne tanto meno interessante, ho una casa si ma direi che non è un pretesto valido, ci abito da un anno, non mi ci sono affezionata...
per cui questa volta si parte e non è ancora ben chiaro se si farà ritorno...
partire è sempre entusiasmante, verso un posto novo, con odori differenti, clima differente, progetti nuovi. novità si un viaggio è sempre una novità bella perchè non sapendo cosa ti accadrà c'è sempre i brivido dell'ignoto. e poi diciamocelo, Londra ha sempre il suo fascino...
partire è sempre una meravigliosa esperienza...