14 agosto 2010

a volte arriva anche l'arcobaleno...

giornata grigia.
giornata di pioggia.
giornata di viaggi in treno.
giornata di malinconia.
giornata di pensieri.
tanti, un pò confusi dalla stanchezza.
giornata in cui è piovuto a tratti e quasi sempre quando ero a piedi con valigie per strada. però ho fumato con un turco di un'età indefinita che mi ha raccontato dei tempi passati.
giornata in viaggio, in metro, a piedi, in stazione, in treno. che unita alla pioggia ha fatto scattare i punti tre e quattro...
non amo viaggiare in treno, mi mette sempre strani stati d'animo addosso, me li incolla con una tenacia che poi per liberarsene ci metto un pò, anche perchè non ho ancora trovato il solvente adatto. ma ci sto studiando, non sono ferratissima in chimica, ma un solvente per il post it di malinconia si può scovare. è solo una predisposizione d'animo in fondo...
durano sempre più del dovuto, i viaggi in treno ti lasciano spazi e tempo per far si che i pensieri che si fanno gli affari loro in tutti gli altri momenti, trovino spazio e via di fuga per emerge da questo mare di immagini e parole che abbiamo in testa...
e ripensi alla vacanza sul viale del tramonto, e ti sovvengono le facce delle persone che hai incontrato, quelle che nonostante non fossero neanche presenti ti hanno comunque tenuto gentilmente compagnia, anche a loro insaputa. ogni scatto, un pensiero, la mente ha uno strano senso dell'ironia, ti fa pensare a persone improbabili nei momenti più inaspettati. e così, per 1200 fotografie scattate, la mia testa ha cercato un'odore, un immagine, una sensazione che fosse un pò come un abbraccio. una sensazione che ti tiene compagnia, anche se sei perfettamente consapevole che è frutto della tua materia grigia, tieni l'odore, l'immagine ben visibile. ogni scatto, come se si volesse fermare il momento. un cielo, un azzurro. un pò come un abbraccio quando meno te lo aspetti, fa piacere. poi ti viene un pò da chiederti perchè fra tutte le presenze che poteva tirar fuori sia andata a pescare qualcosa di così improbabile però ha fatto piacere, una presenza inconsapevole. poi uno passa per matto anche e non hanno neanche tutti i torti perchè tu ti accompagni ad un odore per undici giorni e poi giustamente ringrazi ma nessuno può capire che il tuo cervello ha fatto dei giri assurdi prima di parare li e non sapresti neanche spiegargli bene cos'è successo nè perchè stai proprio ringraziando a quell'indirizzo li, oddio forse qualche dubbio in proposito potrei muoverlo, ma meglio lasciar perdere. suona da malattia mentale solo rileggendo e ultime righe e come glielo spieghi del perchè stai ringraziando? come ti fai capire? poi riguardi le fotografie e no non trovi le parole, però ti rendi conto che si esprimono da sole. o almeno tu la vedi così. è sempre una questione di punti di vista. la tua mente ha messo su sto circo che no non ti ha fatto sentire sola per quasi tutta la vacanza, per cui tutto quello che è relativo al viaggio ti sembra collegato. ma ad una mente esterna, come glielo spieghi? però ti piacerebbe tanto riuscire a trovare le parole e non passare per folle... e mentre pensi a tutto questo, smette di piovere, alzi lo sguardo e vedi l'arcobaleno...