20 agosto 2010

la pazienza di una partita a scacchi...

trovo che gli scacchi siano un'attività rilassante e stimolante. non a caso è l'unico gioco in cui accetto la sconfitta. si non sono moto sportiva, per me "l'importante non è vincere ma partecipare" l'ho sempre associata ad un uomo che doveva trovare un punto di vista ottimistico alla sua condizione di eterno secondo.
comunque, gli scacchi sono tutta un'altra faccenda. tu sei li, con i tuoi pedoni ben allineati, i tuoi alfieri, le torri, i cavalli e i due regnanti... e il tuo compagno di gioco è nella situazione speculare. bianchi e neri. semplice. una mossa dai bianchi e a partita ha inizio, con le sue regole semplici. un gioco di strategia, di calma, di pazienza. pensare a quali siano le mosse che si lasciano all'avversario. guardare in là prima di lasciare il pezzo sul suo nuovo quadratino...
mi rilassa. e sono una giocatrice neanche eccelsa. il rito del gioco, le sue regole, il silenzio della partita. m i piace.
e per quante incognite ci possano essere, sai che andrà in un certo modo e che alla fine ci si stringerà la mano entrambi soddisfatti.
pazienza, non bisogna avere fretta od essere avventati.
si è in due e non si guarda l'orologio, perchè non ha importanza.
uno fa una mossa e aspetta che l'altro finisca tutti i suoi giri mentali prima di fare la sua.
più o meno come mi comporto con gli sconosciuti o i gli appena conoscenti. aspetto. dico una cosa e poi aspetto. e di solito in base a cosa ottengo come risposta il "gioco" va avanti o si chiude li. poi ci sono casi in cui non ci capisco un granchè. e non perchè il pedone sia stato posizionato su una casella che non avevo visto, semplicemente perchè resta a mezz'aria, come i puntini di sospensione in fondo ad una frase. che lasciano in sospeso ma non palese dove vadano a parare. e così mi limito ad aspettare, sperando che prima o poi ci sia un segno che mi faccia almeno intuire qualcosa...
comunicare con piccole cose, immagini, pensieri brevi, musica. le parole mie le uso sempre a piccole dosi, perchè si non so mai se possano essere fraintese, opto per una comunicazione neutra, nella speranza di capirci qualcosa in più. ma questo sussurro non vuol dire che non ci siano parole nella testa che formino pensieri più articolati... semplicemente, con le piccole cose, non rischio di dover abbassare il re per aver usato troppa irruenza... non è paura di perdere, o spirito di competizione, è voler giocare la partita, qualunque sia il risultato...